Centinaia di fedeli della Repubblica Ceca sono arrivati lo scorso
weekend nella cattedrale di San Vito a Praga per rendere omaggio al
cardinale Josef Beran, la cui salma è stata trasportata venerdì dal
Vaticano a Praga, dove morì in esilio nel 1969.
La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Dominik Duka OP,
che - riferiscono siti locali -, per sottolineare la solennità del
momento, è entrato nella chiesa scalzo. Il feretro dell’arcivescovo, che
sarà sepolto questa sera nella cappella di Santa Agnese della
cattedrale, è stato trasportato da alcuni seminaristi. ...
È stato Papa Francesco ad approvarla all’inizio del 2018. A Plzeň,
città natale del porporato, è stata posta nella cattedrale di San
Bartolomeo una targa commemorativa trasferita dalla tomba temporanea di
San Pietro.
Da : http://www.lastampa.it/2018/04/23/vaticaninsider/tornata-a-praga-la-salma-del-cardinale-josef-beran-J1SOEBTks4hsHCpYHpwkbJ/pagina.html
martedì 24 aprile 2018
mercoledì 4 aprile 2018
In paradiso gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello
... Messa, che è
proprio la commemorazione, ma non soltanto come memoria, si vive di
nuovo la Passione e la Risurrezione di Gesù. ...
Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. ...
In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia
aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella
Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana
(cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1391-1392).
Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia cosa fa? Ci separa dal peccato:
«Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua
amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato
mortale» (cfr CCC., 1395).
Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e
approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo,
secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa (cfr CCC, 1396), ci unisce tutti.
Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri,
educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in
cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato
(cfr CCC, 1397).
Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta (cfr 2 Cor
4,7), abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a
quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto
di nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9).
PAPA FRANCESCO - UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro - Mercoledì, 4 aprile 2018
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| Beata Imelda Lambertini, OP (Bologna) |
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venerdì 23 marzo 2018
"Questo era Stephen: spingersi audacemente dove Star Trek non osa"
La nostra mente è in grado di conoscere l'universo, affidato fin dal principio da Dio Creatore ai nostri Progenitori, Adamo ed Eva.
L'universo era il giardino, la casa comune del genere umano, consegnato in custodia ai nostri Progenitori, e con loro alla loro discendenza, cioè a tutto il genere umano.
Con il peccato originale, l'uomo ha perso l'immortalità e la scienza infusa, i doni chiamati preternaturali.
L'anima umana resta ed è in grado di scutare e di scoprire ...
L'universo era il giardino, la casa comune del genere umano, consegnato in custodia ai nostri Progenitori, e con loro alla loro discendenza, cioè a tutto il genere umano.
Con il peccato originale, l'uomo ha perso l'immortalità e la scienza infusa, i doni chiamati preternaturali.
L'anima umana resta ed è in grado di scutare e di scoprire ...
Trovare le prove dell'esistenza di altri
universi: è questa l'ultima sfida lanciata dal fisico Stephen Hawking,
che pochi giorni prima di morire avrebbe sottoposto alla revisione di
un'importante rivista scientifica un nuovo studio in cui pone le basi
matematiche di questa impresa insieme a Thomas Hertog, fisico
dell'Universita' Cattolica di Lovanio in Belgio. ...
"E' uno scenario dove non esiste un unico
universo, ma un proliferare di universi, una specie di grande brodo
primordiale dove ogni tanto c'e' una bolla che cresce a dismisura dando
origine a uno degli universi possibili", spiega Massimo Pietroni,
docente di fisica astroparticellare all'Università di Parma e
ricercatore dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
"Questo scenario e' chiamato multiverso e prevede che il nostro sia solo
uno degli universi possibili. Da qui Hawking si chiede quanto sia
probabile che nasca un universo omogeneo e regolare come il nostro e,
attraverso un approccio moderno che tiene conto sia degli effetti
gravitazionali che quantistici, arriva a dire che e' piu' probabile del
previsto, mentre il numero di universi possibili sarebbe piu' basso di
quelle cifre enormi stimate finora". ...
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| Foto: da internet |
sabato 17 marzo 2018
Prima di tutto: «Ti rendo lode, Padre»
... San Pio, ... in
eredità ha voluto lasciarci la preghiera. Raccomandava: «Pregate molto,
figli miei, pregate sempre, senza mai stancarvi» (Parole al 2° Convegno internazionale dei gruppi di preghiera, 5 maggio 1966).
... Quanto abbiamo dimenticato noi la preghiera di
adorazione, la preghiera di lode! Dobbiamo riprenderla. ...
la preghiera è un gesto di amore, è stare con Dio e portargli la vita
del mondo: è un’indispensabile opera di misericordia spirituale. E se
noi non affidiamo i fratelli, le situazioni al Signore, chi lo farà? Chi
intercederà, chi si preoccuperà di bussare al cuore di Dio per aprire
la porta della misericordia all’umanità bisognosa? ...
Il mistero di Gesù, come vediamo nell’Ostia ad ogni
Messa, è mistero di piccolezza, di amore umile, e si coglie solo
facendosi piccoli e frequentando i piccoli. ...
Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura
dello scarto, che, al contrario, predilige i potenti e reputa inutili i
poveri. Chi preferisce i piccoli proclama una profezia di vita contro i
profeti di morte di ogni tempo, anche di oggi, che scartano la gente,
scartano i bambini, gli anziani, perché non servono. Da bambino, alla
scuola, ci insegnavano la storia degli spartani. A me sempre ha colpito
quello che ci diceva la maestra, che quando nasceva un bambino o una
bambina con malformazioni, lo portavano sulla cima del monte e lo
buttavano giù, perché non ci fossero questi piccoli. Noi bambini
dicevamo: “Ma quanta crudeltà!”. Fratelli e sorelle, noi facciamo lo
stesso, con più crudeltà, con più scienza. Quello che non serve, quello
che non produce va scartato. Questa è la cultura dello scarto, i piccoli
non sono voluti oggi. E per questo Gesù è lasciato da parte. ...
San Pio ha offerto la vita e innumerevoli sofferenze per far incontrare
il Signore ai fratelli. E il mezzo decisivo per incontrarlo era la
Confessione, il sacramento della Riconciliazione. Lì comincia e
ricomincia una vita sapiente, amata e perdonata, lì inizia la guarigione
del cuore. Padre Pio è stato un apostolo del confessionale.
Anche oggi ci invita lì; e ci dice: “Dove vai? Da Gesù o dalle tue
tristezze? Dove torni? Da colui che ti salva o nei tuoi abbattimenti,
nei tuoi rimpianti, nei tuoi peccati? Vieni, vieni, il Signore ti
aspetta. Coraggio, non c’è nessun motivo così grave che ti escluda dalla
sua misericordia”. ...
CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA - OMELIA DEL SANTO PADRE
Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina (San Giovanni Rotondo) - Sabato, 17 marzo 2018
Da:http://www.photogallery.va/content/photogallery/it/eventi/pietrelcina-sangiovannirotondo2018.html
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Per “respirare un po’ di aria più sana”.
... fra Pio da Pietrelcina. Qui egli cominciò a sperimentare la maternità
della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto. Amava la Chiesa,
amava la Chiesa con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con
tutti i nostri peccati. Perché tutti noi siamo peccatori, ci
vergogniamo, ma lo Spirito di Dio ci ha convocato in questa Chiesa che è
santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti. Questo
era san Pio. Qui meditò con intensità il mistero di Dio che ci ha amati
fino a dare Sé stesso per noi (cfr Gal 2,20). ...
risiedeva nel suo paese natale per motivi
di salute. Quello non fu, per lui, un periodo facile: era fortemente
tormentato nell’intimo e temeva di cadere nel peccato, sentendosi
assalito dal demonio. E questo non dà pace, perché si muove [si dà da
fare]. Ma voi credete che il demonio esiste?... Non siete tanto
convinti? Dirò al vescovo di fare delle catechesi... Esiste o non esiste
il demonio? [rispondono: “Sì!”]. E va, va da ogni parte, si mette
dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna. E lui [P. Pio], aveva
paura che il demonio lo assalisse, lo spingesse al peccato. Con pochi
poteva parlarne sia per via epistolare sia in paese ...
In quei terribili momenti padre Pio trasse linfa vitale dalla preghiera
continua e dalla fiducia che seppe riporre nel Signore: «Tutti i brutti
fantasmi – così diceva – che il demonio mi va introducendo nella mente
spariscono allorché fiducioso mi abbandono nelle braccia di Gesù». Qui
c’è tutta la teologia! Tu hai un problema, tu sei triste, sei ammalato:
abbandonati nelle braccia di Gesù. E questo ha fatto lui. Amava Gesù e
si fidava di Lui. Così scriveva al Ministro provinciale, asserendo che
il proprio cuore si sentiva «attratto da una forza superiore prima di
unirsi a Lui la mattina in sacramento»...
INCONTRO CON I FEDELI - DISCORSO DEL SANTO PADRE
Piazzale antistante l'Aula liturgica di Piana Romana, Pietrelcina - Sabato, 17 marzo 2018
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sabato 10 marzo 2018
Come è difficile lasciarsi amare davvero!
Sappiamo che la condizione di peccato ha come conseguenza la lontananza
da Dio. E, in effetti, il peccato è una modalità con cui noi ci allontaniamo da Lui. Ma questo non significa che Lui si allontani da noi.
È questa speranza che spinge a prendere coscienza del disorientamento
che spesso prende la nostra esistenza, proprio come è avvenuto a
Pietro ...: «E subito un
gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto:
“Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. E, uscito
fuori, pianse amaramente» (Mt 26,74-75). L’evangelista è
estremamente sobrio. Il canto del gallo sembra cogliere un uomo ancora
confuso, poi egli si ricorda delle parole di Gesù e finalmente si spezza
il velo e Pietro comincia a intravedere tra le lacrime che Dio si
rivela nel Cristo schiaffeggiato, insultato, rinnegato da lui ma che per
lui va a morire. Pietro, che avrebbe voluto morire per Gesù, adesso
comprende che deve lasciare che Egli muoia per lui. Pietro voleva
insegnare al suo Maestro, voleva precederlo, invece è Gesù che va a
morire per Pietro; e Pietro questo non lo aveva capito, non lo aveva
voluto capire.
Pietro si accorge che aveva sempre rifiutato di lasciarsi amare, aveva sempre rifiutato di lasciarsi salvare pienamente da Gesù, e quindi non voleva che Gesù lo amasse del tutto.
Papa FrancescoPietro si accorge che aveva sempre rifiutato di lasciarsi amare, aveva sempre rifiutato di lasciarsi salvare pienamente da Gesù, e quindi non voleva che Gesù lo amasse del tutto.
Da: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2018/documents/papa-francesco_20180309_celebrazione-penitenziale.html
sabato 3 marzo 2018
Dai 4 luoghi
Dai 4 luoghi
Ecco il
suono delle trombe dell’ultimo giorno.
Ecco il moto finale del cosmo e l’inizio del moto ultimo dei cieli e terra nuovi.
Le cose, che
sono perché in principio “Dio disse”, ora sono tutte qui, convocate alla
presenza di Colui, che “in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e
il Verbo era Dio”.
martedì 20 febbraio 2018
Ho qui le vostre domande
E ora vorrei rispondere alle vostre domande. Lo farò come posso, perché
mai si può rispondere del tutto a una domanda che viene dal cuore. In
queste domande la parola che voi usate di più è “perché?”: ci sono molti
“perché?”. Ad alcuni di questi “perché?” posso dare una risposta, ad
altri no, solo Dio può darla. Nella vita ci sono tanti “perché?” ai
quali non possiamo rispondere. Possiamo soltanto guardare, sentire,
soffrire e piangere.
Perché la vita è così difficile e tra noi amici litighiamo spesso?
I tuoi “perché?” hanno una risposta: è il peccato, l’egoismo umano
Perché noi abbiamo avuto questa sorte?
Sai, ci sono “perché?” che non hanno risposta. Per esempio: perché soffrono i bambini? Chi può rispondere a questo? Nessuno. Il tuo “perché?” è uno di quelli che non hanno una risposta umana, ma solo divina. ...
Papa Francesco
Udienza ai ragazzi romeni aiutati dalla ONG “FDP protagonisti nell’educazione”
(4 gennaio 2018), 19.02.2018
Da: http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/02/19/0140/00287.html
Perché la vita è così difficile e tra noi amici litighiamo spesso?
I tuoi “perché?” hanno una risposta: è il peccato, l’egoismo umano
Perché noi abbiamo avuto questa sorte?
Sai, ci sono “perché?” che non hanno risposta. Per esempio: perché soffrono i bambini? Chi può rispondere a questo? Nessuno. Il tuo “perché?” è uno di quelli che non hanno una risposta umana, ma solo divina. ...
Papa Francesco
Udienza ai ragazzi romeni aiutati dalla ONG “FDP protagonisti nell’educazione”
(4 gennaio 2018), 19.02.2018
Da: http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/02/19/0140/00287.html
martedì 6 febbraio 2018
Paolo VI santo
Paolo VI santo, i cardinali approvano il miracolo
Approvato oggi l’ultimo passo della Congregazione vaticana, il
riconoscimento della guarigione di un feto. Manca ora la decisione
finale di Francesco e l’annuncio della data della canonizzazione:
probabilmente in ottobre. ...
la coppia decide di affidare la difficile gravidanza all'intercessione di Paolo VI che sarebbe stato beatificato ... proprio in virtù di un miracolo operato su un feto.
la coppia decide di affidare la difficile gravidanza all'intercessione di Paolo VI che sarebbe stato beatificato ... proprio in virtù di un miracolo operato su un feto.
da Internet
martedì 9 gennaio 2018
Tracce del peccato originale
«io mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli?». In effetti «si capisce, al limite, che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta». Ma perché prendersela con «i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta a comportarci così?». Si tratta di «una cosa che è abituale, come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità». ...
«Si tratta di un’aggressione che viene da dentro e vorrebbe annientare l’altro perché è debole» ha rilanciato il Papa. «Gli psicologi daranno spiegazioni buone, profonde — ha aggiunto — ma io soltanto dico» che lo fanno «anche i bambini»; e «questa è una delle tracce del peccato originale, questa è opera di Satana». Così «come quando abbiamo un buon desiderio di fare un’opera buona, un’opera di carità, diciamo: “È lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo”. Quando noi ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole». ...
PAPA FRANCESCO - MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Se si offendono i deboli - Lunedì, 8 gennaio 2018
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2018/documents/papa-francesco-cotidie_20180108_se-si-offendono-i-deboli.html
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