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lunedì 27 ottobre 2014

La creazione

State affrontando il tema altamente complesso dell’evoluzione del concetto di natura. ...
Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose. Ma non è così. Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà.
E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni finché è diventata quella che conosciamo oggi, proprio perché Dio non è un demiurgo o un mago, ma il Creatore che dà l’essere a tutti gli enti. L’inizio del mondo non è opera del caos che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono.
Per quanto riguarda l’uomo, invece, vi è un cambiamento e una novità. Quando, al sesto giorno del racconto della Genesi, arriva la creazione dell’uomo, Dio dà all’essere umano un’altra autonomia, un’autonomia diversa da quella della natura, che è la libertà. E dice all’uomo di dare il nome a tutte le cose e di andare avanti nel corso della storia. Lo rende responsabile della creazione, anche perché domini il Creato, perché lo sviluppi e così fino alla fine dei tempi. ...
Ma è anche vero che l’azione dell’uomo, quando la sua libertà diventa autonomia – che non è libertà, ma autonomia – distrugge il creato e l’uomo prende il posto del Creatore. E questo è il grave peccato contro Dio Creatore. ...
SESSIONE PLENARIA DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IN OCCASIONE DELL'INAUGURAZIONE DI
UN BUSTO IN ONORE DI PAPA BENEDETTO XVI

Casina Pio IV - Lunedì, 27 ottobre 2014


mercoledì 25 settembre 2013

Benedetto XVI a Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi contesta — b ollandolo
come distinzione ormai superata dal
lontano 1968 in virtù della comparsa sulla
scena delle intelligenze artificiali — il fatto
che una ragione oggettiva necessiti sempre
un soggetto, una ragione dunque consapevole
di se stessa. Ebbene, con precisione, Benedetto
XVI ribatte spiegando come in realtà
sia proprio (e anche) la stessa intelligenza
artificiale a dimostrare l’assunto, trattandosi
di una intelligenza affidata ad apparecchiature
e trasmessa loro da soggetti coscienti,
imputabile cioè all’intelligenza umana di chi
ha creato le apparecchiature medesime.
È questo solo uno tra i tanti punti analizzati
nella lunga, ricca, appassionata e nitida
lettera di risposta da parte di un uomo che
vuole — e che per tutta la sua vita ha sempre
voluto — un vero dialogo tra la fede dei cristiani
e la fede scientifica.

Da: L'Osservatore Romano del 25.9.13, p.5

"La fede, la scienza, il male". La lettera di Benedetto XVI al matematico Odifreddi

"Cio che Lei dice sulla figura di Gesù non è degno del suo rango scientifico", scrive il Papa emerito al matematico.
"La fede, la scienza, il male". La lettera di Benedetto XVI al matematico Odifreddi
 

venerdì 5 luglio 2013

CONSACRAZIONE DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO A SAN GIUSEPPE E A SAN MICHELE ARCANGELO

... Nei Giardini Vaticani ci sono diverse opere artistiche; questa, che oggi si aggiunge, assume però un posto di particolare rilievo, sia per la collocazione, sia per il significato che esprime. Infatti non è solo un’opera celebrativa, ma un invito alla riflessione e alla preghiera, che si inserisce bene nell’Anno della fede. Michele – che significa: "Chi è come Dio?" – è il campione del primato di Dio, della sua trascendenza e potenza. Michele lotta per ristabilire la giustizia divina; difende il Popolo di Dio dai suoi nemici e soprattutto dal nemico per eccellenza, il diavolo. E san Michele vince perché in Lui è Dio che agisce. Questa scultura ci richiama allora che il male è vinto, l’accusatore è smascherato, la sua testa schiacciata, perché la salvezza si è compiuta una volta per sempre nel sangue di Cristo. Anche se il diavolo tenta sempre di scalfire il volto dell’Arcangelo e il volto dell’uomo, Dio è più forte; è sua la vittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo. Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli Angeli di Dio, che offrono, per così dire, le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che possono appesantire la nostra vita o trascinarci in basso. Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori.
Cari fratelli e sorelle, noi consacriamo lo Stato Città del Vaticano anche a San Giuseppe, il custode di Gesù, il custode della Santa Famiglia. La sua presenza ci renda ancora più forti e coraggiosi nel fare spazio a Dio nella nostra vita per vincere sempre il male con il bene. A Lui chiediamo che ci custodisca, si prenda cura di noi, perché la vita della Grazia cresca ogni giorno di più in ciascuno di noi. 
INAUGURAZIONE DI UN NUOVO MONUMENTO A SAN MICHELE ARCANGELO, PRESSO IL PALAZZO DEL GOVERNATORATO, E CONSACRAZIONE DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO A SAN GIUSEPPE E A SAN MICHELE ARCANGELO
http://attualita.vatican.va/sala-stampa/bollettino/2013/07/05/news/31356.html 
 
Da: L'Osservatore Romano del 5.7.13, pagina 4