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giovedì 2 gennaio 2025

Un ricordo dell’offerta di sé del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

 Da: https://padrecavalcoli.blogspot.com/2025/01/un-ricordo-dellofferta-di-se-del-servo.html

Un ricordo dell’offerta di sé 

del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

In occasione dell’anniversario della pia morte di Padre Tomas Tyn, il 1° Gennaio 1990, sono certo di fare cosa gradita ai Lettori presentare una interessantissima testimonianza di un monaco della stupenda e grandiosa abbazia cistercense austriaca Heiligenkreuz[1], il Padre Bernardo Vosicky.

 

Questa lettera[2], scritta nel 2011, testimonia del voto di vittima che Padre Tomas fece di sé stesso in occasione della sua ordinazione sacerdotale[3], per le mani di San Paolo VI, il 29 giugno 1975 a Roma.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 31 Dicembre 2024


 

P. Tomas Tyn nacque a Brno, in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca il 3 maggio 1950.

A Neckargemünd morì il 1° gennaio 1990, mentre nella sua patria avveniva il passaggio da un regime oppressore alla democrazia: i voti di Tomas si erano compiuti! Quivi si svolsero i funerali, il 5 gennaio 1990.

 
 


 
 
 
P. Tomas Tyn, OP
venne ordinato sacerdote
a Roma da San Paolo VI

lunedì 24 maggio 2021

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
INDIRIZZATA A FRA’ GERARD FRANCISCO TIMONER, O.P.,
MAESTRO GENERALE DELL’ORDINE DEI PREDICATORI
PER L’VIII CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN DOMENICO DI CALERUEGA

 

A Fra’ Gerard Francisco Timoner, O.P.,
Maestro Generale dell’Ordine dei Predicatori

Praedicator Gratiae : tra i titoli attribuiti a san Domenico, quello di “Predicatore di Grazia” spicca per la sua consonanza con il carisma e la missione dell’Ordine da lui fondato. In questo anno, in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di san Domenico, mi unisco volentieri ai Frati Predicatori nel rendere grazie per la fecondità spirituale di quel carisma e quella missione, che si vede nella ricca varietà della famiglia Domenicana così come è cresciuta nei secoli. I miei oranti saluti e buoni auspici vanno a tutti i membri di questa grande famiglia, che abbraccia la vita contemplativa e le opere apostoliche delle sue suore e sorelle religiose, le sue fraternità sacerdotali e laiche, i suoi istituti secolari e i suoi movimenti giovanili. 

....

 Durante la mia visita a Bologna cinque anni fa, ho avuto la benedizione di trascorrere alcuni momenti in preghiera davanti alla tomba di san Domenico. Ho pregato in modo speciale per l’Ordine dei Predicatori, implorando per i suoi membri la grazia della perseveranza nella fedeltà al loro carisma fondazionale e alla splendida tradizione della quale sono eredi. Ringraziando il Santo per tutto il bene che i suoi figli e le sue figlie compiono nella Chiesa, ho chiesto, come dono particolare, un considerevole aumento di vocazioni sacerdotali e religiose.

...

Roma, da San Giovanni in Laterano, 24 maggio 2021-   Francesco

http://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2021/documents/papa-francesco_20210524_lettera-centenario-sandomenico.html 


 

domenica 23 settembre 2018

Il vescovo Sigitas Tamkevičius, oggi emerito di Kaunas


 

«Non ho mai pregato tanto intensamente come in quei momenti – ha raccontato –. Gesù non mi ha lasciato solo». Tamkevičius ricorda il momento dell’arresto: «“Ci hanno scoperto”, ho pensato quel giorno del 1983. ...».

   Gli chiesero il nome e dopo la professione. Rispose: «Sacerdote. Gesuita». Replicarono: «Caspita! È Sigitas, del Comitato per la Difesa dei Credenti, che fa propaganda antisovietica contro lo Stato. Sapevo che non era la mia partecipazione al Comitato a interessarli. Volevano sapere chi erano i redattori de La Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania, e come arrivava all'estero. L’idea della Cronaca era venuta a me e ad altri quattro sacerdoti negli anni Settanta».
   «Avevamo deciso di scrivere dei testi che confortassero i cattolici lituani e facessero conoscere la nostra situazione all’Occidente: non potevamo offrire catechesi né conferenze, né evangelizzare in alcun modo; nelle poche messe permesse c'erano spie del Governo che prendevano nota delle omelie e controllavano le persone che non fossero gli anziani abituali; non si potevano costruire né riparare chiese». ...
«“Non capisco come hai potuto farcela”, mi dicono a volte, pensando che abbia potuto superare tutta quella situazione grazie alle mie forze. Non è così. In carcere sono riuscito a comprare qualche pezzo di pane e ho verificato che era fatto di frumento. Mi mancava solo il vino; in una lettera ho chiesto alla mia famiglia uva passa secca. Da allora dovevo solo trovare un buon momento, sapendo che il mio compagno di cella, come facevano in genere, era un criminale comune al quale promettevano di ridurre la pena se avesse fornito qualche informazione compromettente su di me».
   «Davo le spalle alla porta - ha raccontato Tamkevičius - con l’astuccio degli occhiali sul tavolino; un astuccio giallo di plastica dove avevo collocato un pezzo di pane e un piccolo recipiente con un po' di uva passa. Aspettavo che il compagno di cella si addormentasse e poi, lentamente, iniziavo a spremere l’uva passa tra le dita fino a ottenere qualche goccia di vino che in casi eccezionali risultava valido per celebrare l’eucaristia».
   «Grazie a Dio ho una buona memoria - continuava il vescovo - e ricordavo le preghiere della messa. Dopo la consacrazione, consumando il corpo e il sangue di Cristo, una gioia indescrivibile si impadroniva di me. Sperimentavo una gioia maggiore di quella che avevo provato la prima volta che avevo celebrato la Messa nella cattedrale di Kaunas. Dio mi confortava e mi consolava. Lo sentivo lì, al mio fianco, in modo ineffabile».
 «Celebrare la messa in quelle circostanze - spiegava Tamkevičius - mi dava una forza speciale, senza la quale non avrei potuto resistere. A volte dovevo celebrare steso sul letto, a notte fonda, con le sacre specie sul mio petto, trasformato in altare. Non ho mai pregato tanto intensamente come in quei momenti. È stato un dono di Dio. Non gli chiedevo di liberarmi; confidavo in Lui. Le braccia di Gesù mi sostenevano; non mi ha mai lasciato solo. È sempre stato la mia speranza». 
Da: http://www.lastampa.it/2018/09/23/vaticaninsider/il-gesuita-che-nei-sotterranei-del-kgb-riusc-a-non-tradire-gli-amici-04povDPyaqf3cjzl8syVEJ/pagina.html - Articolo di A.Tornielli

mercoledì 4 aprile 2018

In paradiso gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello

... Messa, che è proprio la commemorazione, ma non soltanto come memoria, si vive di nuovo la Passione e la Risurrezione di Gesù. ...
Non dobbiamo dimenticare che celebriamo l’Eucaristia per imparare a diventare uomini e donne eucaristici. ...
In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1391-1392).
Ancora, accendendo nei nostri cuori la carità divina, l’Eucaristia cosa fa? Ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale» (cfr CCC., 1395).
Il regolare accostarci al Convito eucaristico rinnova, fortifica e approfondisce il legame con la comunità cristiana a cui apparteniamo, secondo il principio che l’Eucaristia fa la Chiesa (cfr CCC, 1396), ci unisce tutti.
Infine, partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato (cfr CCC, 1397)
Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta (cfr 2 Cor 4,7), abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9).
 PAPA FRANCESCO - UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro - Mercoledì, 4 aprile 2018
Beata Imelda Lambertini, OP (Bologna)
 
 

sabato 17 marzo 2018

Per “respirare un po’ di aria più sana”.

... fra Pio da Pietrelcina. Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto. Amava la Chiesa, amava la Chiesa con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati. Perché tutti noi siamo peccatori, ci vergogniamo, ma lo Spirito di Dio ci ha convocato in questa Chiesa che è santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti. Questo era san Pio. Qui meditò con intensità il mistero di Dio che ci ha amati fino a dare Sé stesso per noi (cfr Gal 2,20). ...
risiedeva nel suo paese natale per motivi di salute. Quello non fu, per lui, un periodo facile: era fortemente tormentato nell’intimo e temeva di cadere nel peccato, sentendosi assalito dal demonio. E questo non dà pace, perché si muove [si dà da fare]. Ma voi credete che il demonio esiste?... Non siete tanto convinti? Dirò al vescovo di fare delle catechesi... Esiste o non esiste il demonio? [rispondono: “Sì!”]. E va, va da ogni parte, si mette dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna. E lui [P. Pio], aveva paura che il demonio lo assalisse, lo spingesse al peccato. Con pochi poteva parlarne sia per via epistolare sia in paese ...
In quei terribili momenti padre Pio trasse linfa vitale dalla preghiera continua e dalla fiducia che seppe riporre nel Signore: «Tutti i brutti fantasmi – così diceva – che il demonio mi va introducendo nella mente spariscono allorché fiducioso mi abbandono nelle braccia di Gesù». Qui c’è tutta la teologia! Tu hai un problema, tu sei triste, sei ammalato: abbandonati nelle braccia di Gesù. E questo ha fatto lui. Amava Gesù e si fidava di Lui. Così scriveva al Ministro provinciale, asserendo che il proprio cuore si sentiva «attratto da una forza superiore prima di unirsi a Lui la mattina in sacramento»...
 INCONTRO CON I FEDELI - DISCORSO DEL SANTO PADRE

Piazzale antistante l'Aula liturgica di Piana Romana, Pietrelcina - Sabato, 17 marzo 2018

martedì 6 febbraio 2018

Paolo VI santo

Paolo VI santo, i cardinali approvano il miracolo


Approvato oggi l’ultimo passo della Congregazione vaticana, il riconoscimento della guarigione di un feto. Manca ora la decisione finale di Francesco e l’annuncio della data della canonizzazione: probabilmente in ottobre. ...
la coppia decide di affidare la difficile gravidanza all'intercessione di Paolo VI che sarebbe stato beatificato ... proprio in virtù di un miracolo operato su un feto
    Immagini 
    da Internet

sabato 25 marzo 2017

Beato Giuseppe Girotti

Lo stesso Priore della comunità, durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale ed in particolare dopo il giorno dell’armistizio, poteva notare che il Padre Girotti giungeva in convento carico di pacchi, sovente in ritardo, e si giustificava di ciò unicamente dicendo:
“Tutto quello che faccio è solo per carità”.
http://www.padregirotti.it/index.php/la-vita

martedì 14 ottobre 2014

“Laudare, benedicere, praedicare”

“Laudare, benedicere, praedicare”   versione testuale
Inno ufficiale del Giubileo dell’Ordine - 2016
 
Inno ufficiale del Giubileo dell’Ordine - 2016
 
 
In preparazione al Giubileo dell’Ordine, la Commissione Liturgica ha indetto un concorso per l’inno ufficiale del Giubileo stesso.
La Commissione ha chiesto ai frati, alle suore, ai laici domenicani e ad altri compositori esterni di partecipare al concorso.
Una giuria internazionale di esperti musicali, interni ed esterni all’Ordine, ha scelto l’inno “Laudare, benedicere, predicare” composto dal confratello Giuseppe Pietro Arsciwal, OP, della Provincia delle Filippine.
Ci congratuliamo con fra Giuseppe Pietro, ed estendiamo i nostri sinceri ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato al concorso.
Tutti i membri della Famiglia domenicana sono così invitati a scaricare e ad usare l’inno del Giubileo.
 
 
Laudare, Benedicere, Praedicare
https://soundcloud.com/giuseppe_op/laudare-benedicere-praedicare
Da: http://www.domenicani.it/provincia_san_domenico_in_italia/segnalazioni_eventi/00001034_Laudare__benedicere__praedicare.html

martedì 13 maggio 2014

domenica 11 maggio 2014

B.Imelda Lambertini - Sabato 10 maggio 2014 a S.Sigismondo

Conversazione
LA BEATA IMElDA LAMBERTINI
Fra tradizioe iconografica e proposta di un nuovo tipo iconico
A cura di Don Francesco Pieri
Relatori: Prof. Gioia Lanzi e Don Gianluca Busi




La "Conversazione" sarà pubblicata sul sito You Tube di Don Gianluca Busi


sabato 3 maggio 2014

P.Tomas Tyn (3 maggio 1950 - 1 gennaio 1990)

Preghiera per Mario Giulio
10
novembre 1985
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro
cammino verso di Te, perché, nella
serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente
al Tuo servizio.
In Cristo nostro Signore. Amen.

Con migliori auguri di
santità
.
             
Fra Tomas M. Tyn, OP
  
http://www.studiodomenicano.com/materiale_religioso.htm

mercoledì 5 febbraio 2014

Santa Giuseppina Bakhita

WASHINGTON, 4. Sabato prossimo, 8 febbraio, negli Stati Uniti sarà celebrata
la Giornata di preghiera per le vittime e i sopravvissuti del traffico
di esseri umani. A stabilirlo è stato in questi giorni il Comitato per le
migrazioni della Conferenza episcopale, che ha annunciato l’intenzione
di predisporre dei sussidi specifici per aiutare le comunità parrocchiali a
vivere questo importante momento. La scelta dell’8 febbraio non è casuale.
Quel giorno, infatti, la Chiesa cattolica celebrerà Giuseppina Bakhita,
la santa sudanese che nella seconda metà dell’Ottocento fu rapita
bambina e venduta come schiava, per poi giungere in Italia con la famiglia
presso cui lavorava e diventare in seguito una suora canossiana.

Da: L'Osservatore Romano del 5.2.14, p.6

giovedì 16 gennaio 2014

I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

... Martiri, Confessori, Venerabili, Beati, Santi, Dottori della Chiesa non sono quadri di musei o di antiche dimore abbandonate, ma sono esistenze vive, che ispirano ancora oggi la Chiesa a evitare la paralisi del bene e a mantenere l’ottimismo della fede, dell’amore alla vita e della speranza. La nave della Chiesa trova nei Santi le guide sicure, che, ancorate in cielo, l’aiutano a non naufragare nel mare della storia, ma a raggiungere il porto sicuro della Gerusalemme celeste. Per questo la Chiesa ha bisogno dei Santi. La Chiesa fa i Santi perché i Santi cambiano il mondo e la glorificano davanti a Dio e all’umanità. ...

I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

Prolusione allo Studium, 13 gennaio 2013- Angelo Card. Amato, SDB

sabato 17 novembre 2012

ZENIT - Due convegni sul P. Tomas Tyn

 Due convegni sul P. Tomas Tyn
Il teologo domenicano e Servo di Dio morì a 39 anni in concetto di santità
di Gianni T. Battisti,Presidente Centro Culturale P. Tomas Tyn Rieti
ZENIT - Due convegni sul P. Tomas Tyn