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domenica 13 dicembre 2015

Il Signore è vicino

... Oggi ci vuole coraggio a parlare di gioia, ci vuole soprattutto fede! Il mondo è assillato da tanti problemi, il futuro gravato da incognite e timori. Eppure il cristiano è una persona gioiosa, e la sua gioia non è qualcosa di superficiale ed effimero, ma di profondo e stabile, perché è un dono del Signore che riempie la vita. La nostra gioia deriva dalla certezza che «il Signore è vicino» (Fil 4,5): è vicino con la sua tenerezza, con la sua misericordia, col suo perdono e il suo amore. ...
PAPA FRANCESCO - ANGELUS - Piazza San Pietro
III Domenica di Avvento, 13 dicembre 2015

venerdì 14 agosto 2015

In Cielo ci attendono

In questi piccoli angeli, mi piace pensare che siano rappresentati tuttti i bimbi, di tutti i tempi, mai nati. 
La Madre li accoglie. 
       Un giorno anche loro avranno il loro corpo risorto e saranno bellissimi.
L'incontro! In anima e corpo! L'incontro tra la Madre e il Figlio!
Ci attendono! Ci conducono lungo questa vita!



(immagine tratte da internet)

Cf. http://bussaetisaraperto.blogspot.it/p/in-cielo-ci-attendono.html

sabato 28 febbraio 2015

L'universo: il paradiso terrestre?

Quale stupore:
La prima osservazione dell'universo profondo in 3D (fonte: ESO/MUSE Consortium/R. Bacon)
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2015/02/26/il-primo-viaggio-nelluniverso-profondo-in-3d-_1f595f76-c5cd-4f87-9cff-fed9fc27fc17.html
Ma per chi sono questi spazi, queste galassie, queste stelle?
Un abisso di forza, di ordine, di bellezza, di potenza, di tempo, di spazio, di luce, di leggi, di movimento, di finalità.
L'occhio dell'uomo scruta queste profondità. Scopre tracce, nuove realtà, nuovi corpi celesti.
Non può scorgere alla fine e al di là il Volto di Dio: ci sono solo le sue orme.
http://bussaetisaraperto.blogspot.it/p/blog-page_27.html

sabato 24 gennaio 2015

Dialogo interreligioso, anche con i fedeli dell’Islam

... Se, infatti, si parte dal presupposto della comune appartenenza alla natura umana, si possono superare i pregiudizi e le falsità e si può iniziare a comprendere l’altro secondo una prospettiva nuova. ...
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO
DAL PONTIFICIO ISTITUTO DI STUDI ARABI E D'ISLAMISTICA


martedì 20 gennaio 2015

Le donne guardano da una ricchezza differente, più grande

... Lei è stata l’unica a fare quella domanda che non si può rispondere: perché soffrono i bambini? Il grande Dostoevskij se la faceva e non è riuscito a rispondere: perché soffrono i bambini? Lei, con il suo pianto, donna, che piangeva. Quando io dico che è importante che le donne siano più tenute in conto nella Chiesa, non è soltanto per darle una funzione di segretaria di un dicastero: questo può andare. No: perché loro ci dicano come sentono e guardano la realtà, perché le donne guardano da una ricchezza differente, più grande. ...
Papa, aereo: trascrizione integrale del testo
http://www.news.va/it/news/papa-aereo-trascrizione-integrale-del-testo

domenica 23 novembre 2014

Succede oggi

"La famiglia, uomo donna e bambino, non è uno stile di vita tra i tanti"

http://www.zenit.org/it/articles/la-famiglia-uomo-donna-e-bambino-non-e-uno-stile-di-vita-tra-i-tanti 

 *

Il falso ecumenismo che vede nel primato del Papa l'impedimento all'unità. E vorrebbe farlo «saltare»

lunedì 17 novembre 2014

COMPLEMENTARIETÀ TRA UOMO E DONNA

...
3. Occorre insistere sui pilastri fondamentali che reggono una nazione: i suoi beni immateriali. ...
La famiglia è un fatto antropologico, e conseguentemente un fatto sociale, di cultura, ecc. Noi non possiamo qualificarla con concetti di natura ideologica, che hanno forza soltanto in un momento della storia, e poi decadono. Non si può parlare oggi di famiglia conservatrice o famiglia progressista: la famiglia è famiglia! Non lasciatevi qualificare da questo o da altri concetti di natura ideologica. La famiglia ha una forza in sé. ...
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI AL COLLOQUIO INTERNAZIONALE
SULLA COMPLEMENTARIETÀ TRA UOMO E DONNA,
PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

Aula del Sinodo - Lunedì, 17 novembre 2014

martedì 18 febbraio 2014

lunedì 27 gennaio 2014

La realtà in San Tommaso d'Aquino

La realtà in San Tommaso d'Aquino. Illuminismo cristiano, di Inos Biffi
L'Osservatore Romano, del 27-28 gennaio 2014, p.4




























venerdì 17 gennaio 2014

Commissione teologica internazionale: violenza in nome di Dio corrompe la religione

“Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza”: è il titolo del documento pubblicato dalla Commissione teologica internazionale, presieduta dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Gerhard L. Müller. Lo studio, elaborato in cinque anni di lavoro, è dedicato a confutare “la teoria diversamente argomentata di “un rapporto necessario fra il monoteismo e le guerre di religione”. ...
Da: http://www.news.va/it/news/commissione-teologica-internazionale-violenza-in-n

giovedì 16 gennaio 2014

Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza.


 COMUNICATO: PUBBLICAZIONE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE " DIO TRINITÀ, UNITÀ DEGLI UOMINI. IL MONOTEISMO CRISTIANO CONTRO LA VIOLENZA"
...
76. L’ordine che si fa trovare dalla ragione, precede sempre quello che la ragione cerca di portare. E anzi, lo rende possibile. Non c’è nulla di più emozionante di questo riconoscimento, nell’avventura della conoscenza. Dopo tutto, a fronte dell’odierna «crisi ecologica», possiamo ancora riconoscerci nell’acuta osservazione di san Tommaso d’Aquino, che aveva già considerato degno del massimo stupore il misterioso ordine delle corrispondenze che stabilisce affinità riconoscibili negli elementi del creato. Le singole realtà del mondo creato non sono in grado di fissare, unicamente in base alla loro costituzione interna, le compatibilità e le coerenze dell’insieme. Lo scarto fra la limitazione intrinseca alla loro auto-organizzazione, e la logica unitaria dell’insieme in cui si iscrivono, eccede la nostra capacità di decifrarne la chiave ultima. Questo scarto, e rispettivamente questa eccedenza, possono essere interpretate come un indizio del mistero della creazione di Dio: che non si lascia totalmente oscurare o annientare dall’esperienza del disordine e del male. Il male ci fa prendere coscienza precisamente della nostra incapacità di dominare e di ricomporre perfettamente il rapporto dell’universo con i suoi stessi elementi e con la nostra esistenza. ...

 82. Dio, creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, intelligente e libero, l’ha costituito come interlocutore e alleato nel compimento della creazione. Dio instaura una relazione nella quale l’uomo è convocato nella dignità del suo essere singolare e libero. A questo Dio personale l’uomo può rivolgersi personalmente. La creatura umana, perciò, viene costituita nella facoltà di riconoscere e di amare Dio in virtù della sua personale capacità di amare e di essere amato, e non semplicemente perché costretto a subire la legge dispotica dell’essere più forte, o la pulsione di assoggettamento dell’essere inferiore. Nulla a che fare con la schiavitù del sacro primordiale (le forze ingovernabili della natura) e l’assoggettamento alle divinità mitiche (le potenze dispotiche della politica). I credenti devono essere capaci di tenere ben ferma e di illustrare adeguatamente questa radicale differenza, che gli accusatori post-moderni dell’unità e unicità del divino troppo facilmente ignorano. ...

84. La fecondità di questo modello integrato – filosofico e teologico – di chiarificazione della fede nel Dio rivelato appare particolarmente efficace anche nell’ambito di temi che toccano direttamente aspetti fondamentali dell’esperienza religiosa, come ad esempio quello della preghiera che “chiede a Dio”. La preghiera, sotto quest’aspetto, appare una realizzazione alta e suggestiva di questa struttura fondamentale del rapporto fra Dio e l’uomo, nell’ambito di una disposizione affettiva particolarmente intensa del legame. La preghiera appare, infatti, come una realizzazione eminente della “dignità dell’essere-causa” che ci è stata donata da Dio. La preghiera che noi rivolgiamo a Dio non ha evidentemente lo scopo di “informarlo” su una nostra necessità o desiderio di bene che Egli “ignora”; né, d’altra parte, può immaginarsi di “forzare” la Sua volontà di bene, con il proposito di farla cambiare. La verità è che la nostra preghiera, proprio in quanto affonda le sue radici nella nostra fede nell’amore di Dio, può ben essere compresa come una collaborazione reale all’azione dell’amore di Dio che realizza il bene: in noi, per noi, e con noi. In altri termini “Noi preghiamo per impetrare quanto Dio ha disposto che venga compiuto per le preghiere". ....

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE
 Dio Trinità, unità degli uomini
___________________________________
Il monoteismo cristiano contro la violenza
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20140117_monoteismo-cristiano_it.html#4._L%E2%80%99impegno_della_ragione:_il_mondo_creato,_il_Logos_di_Dio

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_index-doc-pubbl_it.html#Documenti



lunedì 30 dicembre 2013

Editoriale Scalfari. P. Lombardi: il Papa non ha abolito il peccato

Nel suo editoriale di ieri sulla Repubblica, Eugenio Scalfari è tornato a dedicare attenzione al magistero di Papa Francesco. In particolare, l’ex direttore del quotidiano sostiene che, nella recente esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il Papa abbia inteso abolire il peccato. Il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, si sofferma con un commento sulle affermazioni di Scalfari ... Alessandro De Carolis:
R. – Anzitutto, vorrei dire che il fatto che Scalfari abbia dedicato di nuovo un lungo editoriale a Papa Francesco e al suo insegnamento è un segno della grande attenzione che lui, ma oltre a lui, l’intero mondo laico, sta dedicando al Papa. E questo è certamente un segno positivo anche di un dialogo con il mondo laico, che il Papa ha saputo avviare. Per quanto riguarda, però, alcuni contenuti di questo articolo, è giusto fare qualche considerazione, anzitutto su questa affermazione che il Papa abbia abolito il peccato. Certamente, non è pertinente, anzi chi segue veramente il Papa giorno per giorno sa quante volte egli parli del peccato, parli della nostra condizione di peccatori ...  Quindi, la dinamica spirituale fondamentale, in cui anche il Papa si pone, è la consapevolezza dei peccati e il domandarne perdono; vedere la grandezza infinita della misericordia di Dio e così lanciarci nella vita cristiana, rinnovata dalla misericordia e dall’esperienza dell’amore di Dio. Se uno elimina il peccato, il messaggio della misericordia non si comprende più.
D. – In un altro passaggio del suo articolo Scalfari fa riferimento alla conversazione avuta con Papa Francesco e, in particolare, ad una risposta da lui ricevuta circa la capacità umana di pensare Dio una volta estinta la vita sulla Terra. Risposta che, a suo dire, sarebbe stata “la divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”...
R. – Ecco, anche qui si vede come la cultura umanistica, la riflessione di Scalfari non si trovi sempre a suo agio in campo biblico-teologico, perché qui evidentemente si tratta del fraintendimento di una risposta che il Papa gli aveva dato nel colloquio, in cui proprio alla domanda sulla fine della realtà di questo mondo, il Papa faceva riferimento al capitolo 15 della prima Lettera ai Corinzi, versetto 28, che è un luogo molto famoso della Scrittura, in cui si parla delle ultime realtà e in cui si dice che “Dio sarà tutto in tutti”. Quando tutto sarà stato sottomesso a Dio Padre dal Figlio, allora Dio sarà tutto in tutti. E questo diventa invece, nella lettura di Scalfari, una realtà invece di tipo panteistico. Egli scrive: “La divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”. Questo certamente non è quanto la Scrittura ha in mente, né il Papa aveva in mente.
Un’altra inesattezza evidente in questo articolo è che Scalfari dice che il Papa ha canonizzato Sant’Ignazio di Loyola e, invece, come tutti sappiamo, nei giorni scorsi ha canonizzato Pietro Favre, che era il primo compagno di Sant’Ignazio di Loyola e Ignazio di Loyola era già Santo della Chiesa da diversi secoli. Quindi, credo che bisogna stare attenti a continuare un dialogo, ma ad approfondirlo in modo tale che non ci siano degli equivoci e ci si capisca veramente.
http://www.news.va/it/news/editoriale-scalfari-p-lombardi-il-papa-non-ha-abol