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giovedì 12 settembre 2024

Spazio e tempo (1/3)

 

Spazio e tempo

Prima Parte (1/3)

 Gli occhi di Gesù


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Mi domando:

Il Figlio di Dio, come Dio, è il creatore anche del tempo e dello spazio, questo tempo-spazio, che stiamo conoscendo scientificamente e lentamente.

Penso a Gesù, in quei poco più di trent’anni vivente sul nostro pianeta.

Egli, dotato dal primo momento del concepimento della scienza infusa e della visione beatifica, realtà che mai lo hanno abbandonato, nemmeno nel tempo della morte, conosce ogni cosa, conosce i segreti dei cuori, cosa ben più difficile di altre conoscenze.

Con i suoi occhi, di bambino prima e di uomo adulto poi, contempla il cielo stellato. Che cosa vedono i suoi occhi divini? Le profondità del cosmo gli sono ben note. Egli, che chiama le stelle per nome, conosce ogni stella, galassia, pianeta … fino ai confini dell’universo. Nulla gli è oscuro o ignoto. 

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https://bussaetisaraperto.blogspot.com/p/spazio-e-tempo-1.html

lunedì 11 marzo 2024

Acqua e pianeti

 

Acqua e pianeti

 

Ho letto:

 

-       Esistono 6 miliardi di pianeti come la Terra nella nostra galassia, l’annuncio degli scienziati (6 marzo 2024)

-       Gli astronomi rivelano un nuovo legame tra acqua e formazione dei pianeti (29 febbraio 2024)

 

Quanto tempo è stato necessario per l’uomo scoprire queste realtà.

Ma esse sono lì da tanto tempo, da prima che l’uomo ci fosse.

E sono state fatte proprio per lui.

Sono in attesa di quella umanità, per la quale erano state predisposte e preparate.

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https://bussaetisaraperto.blogspot.com/p/acqua-e-pianeti.html

Immagini da Internet

mercoledì 2 dicembre 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre (Prima Parte - 1/4)

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre (Prima Parte - 1/4):   Il dogma del paradiso terrestre Prima Parte (1/4)  Un tema poco trattato Il racconto genesiaco della creazione del mondo e dell’uomo c...

 

Un tema poco trattato

Il racconto genesiaco della creazione del mondo e dell’uomo ci istruisce su quello che Dio ha fatto dall’inizio della sua opera creatrice e sul comportamento originario dell’uomo nei confronti di Dio. Ci informa altresì circa una ribellione primordiale dell’uomo – il peccato originale -, alla quale Dio ha risposto col preavvisato castigo, ma nel contempo, impietositosi della miseria nella quale l’uomo era precipitato, promettendo la sua misericordia perdonante e salvifica, che si sarebbe rivelata al momento giusto con l’invio del Figlio a dare la sua vita per la remissione dei peccati e l’acquisto della vita eterna.

Occorre tener presente che l’ambiente fisico dei nostri progenitori, che l’agiografo chiama «giardino di Eden» appartiene ad un livello fisico trascendente, che sfugge alla nostra scienza fallibile perché, corrotta dal peccato e quindi sproporzionata a comprendere la natura del suddetto ambiente incontaminato dal peccato. Similmente l’occhio umano mortale non era proporzionato a riconoscere il Signore risorto. Fu necessaria una speciale condiscendenza del Signore perchè ciò potesse avvenire.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dogma-del-paradiso-terrestre-prima.html 

 

Ci chiediamo inoltre che senso possa avere un universo così sterminato con corpi celesti distanziati in modo incalcolabile, irraggiungibili, oltre che distruttivi dell’uomo, carichi di energie di inimmaginabile potenza, ma che noi non possiamo assolutamente sfruttare. Nel contempo però vengono scoperti certi pianeti che almeno in linea di principio offrono possibilità di essere abitati. 

 

Immagini da internet

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4)

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4):   Il dogma del paradiso terrestre Seconda Parte (2/4)  Che cosa è stato il paradiso terrestre La parola paradiso viene dall’iranico pai...

 Il dogma del paradiso terrestre

Seconda Parte (2/4) 

Che cosa è stato il paradiso terrestre

La parola paradiso viene dall’iranico pairi-deiza, «luogo recintato», quindi giardino. «La parola ebraica eden evoca l’idea dell’abbondanza, del godimento, del piacere»[1]. Gesù nel Vangelo usa una sola volta il termine «paradiso» (gr. paràdeisos, Lc  23,42). Si tratta in Gesù del premio celeste dei giusti, dopo la morte, che contemplano in eterno faccia a faccia il volto del Padre. Ma Gesù chiama questo premio eterno soprattutto con altri nomi: «vita eterna», «regno dei cieli o regno di Dio», «visione del Padre», «casa del Padre», «beatitudine», «cielo».

L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito. È chiaro che l’agiografo respinge nettamente quella che sarà l’idea di un Giordano Bruno di un mondo infinito o di infiniti mondi. E respinge quindi anche quella che sarà l’idea di Newton di uno spazio infinito, che non coincide affatto con lo spazio reale, ma che è pura immaginazione. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dogma-del-paradiso-terrestre-seconda.html

 

 

L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito.

E quindi anche la terra e il cielo, al di fuori del paradiso terrestre, sono spazialmente e quantitativamente finiti.



L’uomo, quindi, se non avesse peccato, avrebbe potuto allargare i confini del giardino fino a farli coincidere con i confini stessi dell’universo. 

Il paradiso terrestre fu un ambiente di questa terra, ma libero dalle condizioni per le quali essa contrasta con la vita umana. Esso fu creato da Dio per ospitare l’uomo. 

L’autore sacro, dunque a differenza dei pagani, ha capito che il mondo non esiste da sempre, ma andando indietro nel tempo si giunge ad un inizio assoluto temporale indicato dall’espressione «in principio» (berescìt), dato riconosciuto dal Concilio Lateranense IV del 1215: «ab initio temporis», dato, questo, confermato altresì dalla fisica moderna, che considera l’universo come esistente da 14 miliardi di anni.

Nel che è implicito quel concetto di Dio che sarà esplicitato in Es 3,14 e cioè che Dio, per poter spiegare l’esistenza del mondo, deve poter esistere per conto proprio da solo, prima ed indipendentemente dal mondo, a meno che non si tratti di qualcosa che esiste in Dio stesso, come chiarirà Gesù Cristo (Gv 17), cioè il Logos, esistente in Dio identico a Dio «prima che il mondo fosse».

Immagini da internet

 

giovedì 24 dicembre 2015

Madre natura

Madre natura è il più vasto libro che Dio mette nelle mani di ognuno di noi. ...
una nuvola, un insetto, un uccellino, un raggio di sole che filtrava attraverso le sbarre di ferro della finestra. ...
Da: Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania, Ioan Ploscaru, a cura di Marco Dalla Torre, EDB, Bologna, 2013, pp.222-223


martedì 30 giugno 2015

Il grembo delle anime umane

Dove nascono le anime degli uomini?
Nascono? C'erano? Ci saranno?
Dove è la casa delle anime umane?
Ci sono? O non ci sono?
Molte idee, molte proposte, filosofie, ideologie.

Ma io lo so.
Le anime non nascono e non muoiono.
Non sono da sempre. Ma quando ci sono, sono per sempre.
Le anime sono create. Create. Parola bellissima. Parola che dice tutto.

Le nostre anime sono create. Create una per una.
 (continua. Cf. http://bussaetisaraperto.blogspot.it/p/il-grembo_29.html

lunedì 29 giugno 2015

Ciò che Samantha non ha visto

Ciò che Samantha non ha visto:
Guardando il nostro pianeta, ha visto tante cose:
. il movimento della terra, dei mari e delle nuvole, della luna, dei pianeti,
. il succedersi delle ombre e della luce, i tramonti e le aurore, il giorni e le notti, ...

giovedì 26 giugno 2014

AI GIOVANI ASTRONOMI

Buongiorno,
ho il piacere di accogliere voi, professori e alunni del Corso estivo organizzato dalla Specola Vaticana, sul tema “Galassie: vicine e lontane, giovani e vecchie”; come pure i Padri e i Fratelli gesuiti e gli impiegati della Specola. Mi rallegro per la numerosa e qualificata partecipazione a questa scuola internazionale, che riunisce professori e alunni provenienti da ben 23 Paesi. Ringrazio in modo particolare i professori che hanno dedicato tempo e fatica per introdurre voi, giovani astronomi, nell’arduo e affascinante lavoro di studiare l’universo, dono prezioso del Creatore. Desidero ringraziare anche i benefattori che generosamente hanno contribuito alle borse di studio.
Durante quasi un mese, voi vi siete dedicati non solo allo studio delle galassie, guidati da professori esperti in questo campo, ma avete anche condiviso le vostre tradizioni culturali e religiose, dando una bella testimonianza di dialogo e di convivenza in armonia. Nel corso di queste settimane di studio avete dato vita a collaborazioni scientifiche e legami durevoli di amicizia. Vedendo i vostri volti, mi sembra di ammirare un mosaico che comprende popoli di ogni parte del mondo. E’ giusto che tutti i popoli abbiano accesso alla ricerca e alla formazione scientifica. L’auspicio che tutti i popoli possano godere dei benefici della scienza è una sfida che ci impegna tutti, specialmente gli scienziati.
La Scuola di Astrofisica della Specola Vaticana diventa così un luogo dove i giovani del mondo dialogano, collaborano e si aiutano a vicenda nella ricerca della verità che si concretizza in questo caso nello studio delle galassie. Questa iniziativa semplice e concreta mostra come le scienze possano essere uno strumento adatto ed efficace per promuovere la pace e la giustizia.
Anche per questo la Chiesa è impegnata nel dialogo con le scienze a partire dalla luce offerta dalla fede, poiché è convinta che la fede può allargare le prospettive della ragione, arricchendola (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 238). In questo dialogo con le scienze, la Chiesa si rallegra del mirabile progresso scientifico riconoscendo l’enorme potenziale che Dio ha dato alla mente umana (cfr ibid., 243), come una madre si rallegra ed è giustamente orgogliosa quando i suoi figli crescono «in sapienza, età e grazia» (Lc 2,52).
Vorrei anche incoraggiarvi a condividere le conoscenze acquisite sull’universo con la gente dei vostri rispettivi Paesi. Solo una piccolissima parte della popolazione mondiale ha accesso a tali conoscenze, che aprono il cuore e la mente ai grandi interrogativi che l’umanità da sempre si pone: Da dove veniamo? Dove andiamo? Che senso ha questo universo di centomila milioni di galassie?... La ricerca di risposte a queste domande ci predispone all’incontro con il Creatore, Padre buono, poiché «in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).
Dio onnipotente e misericordioso, che «conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome» (Sal 147,4) vi colmi della sua pace e vi benedica.
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI GIOVANI ASTRONOMI CHE PARTECIPANO
ALLA SCUOLA DELLA SPECOLA VATICANA
Sala dei Papi - Giovedì, 26 giugno 2014