lunedì 15 aprile 2019

Buco nero.

Specola Vaticana: l'universo svela sempre più i suoi segreti.

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Commentando la foto, uno scienziato ateo ha detto: “Ora l’esistenza di Dio sembra più credibile”…
R. – Non sono proprio d’accordo con questa affermazione. La mia fede in Dio non viene solo dal fatto di riconoscerLo nella natura: io vedo Dio nella natura perché già credo che Dio sia lì. Penso, quindi, che questo scienziato ateo stia piuttosto ammettendo indirettamente che in definitiva ateo non è… Se guarda all’universo con gli occhi della fede, la sua fede potrà soltanto essere confermata, sempre. Ma se non ha gli occhi della fede, mai vedrà Dio …
Il disegno della mano di Dio può essere visto anche attraverso la foto del buco nero?
R. – E’ pericoloso affermarlo, perché in realtà io vedo la mano di Dio ovunque. Quindi, dire che sia in uno specifico luogo potrebbe significare che in altri luoghi non c’è. Invece, puoi trovare la mano di Dio nel volto dei poveri; trovi la mano di Dio nell’amore tra due persone che si sposano o tra due persone che celebrano 70 anni di matrimonio; trovi la mano di Dio in così tanti posti . Devi soltanto essere capace di guardare. A volte è bene osservare in un modo nuovo e sorprendente, perché questo ti fa capire che Dio è molto più grande della nostra immaginazione…

Da: 
https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2019-04/buco-nero-scienza-intervista-vaticano-specola.html 
Immagine da internet

 

venerdì 15 marzo 2019

L’ardente aspettativa della creazione

Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice
 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2019

 «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19)
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/lent/documents/papa-francesco_20181004_messaggio-quaresima2019.html
Visite gradite nel nostro giardino del convento

mercoledì 13 marzo 2019

Gli auguri del card. Re al Papa per anniversario di pontificato


Stamani, ad Ariccia prima della Messa, il card. Giovanni Battista Re - il porporato più anziano presente agli Esercizi spirituali – a nome del Collegio cardinalizio ha fatto gli auguri al Santo Padre.
 
Beatissimo Padre – ha detto il card. Re - oggi ricorre il Suo sesto anniversario di elezione a Sommo Pontefice della Chiesa cattolica. Facendomi voce di tutti i presenti, vorrei dirLe Santità che gioiamo, siamo pieni di gioia nel poter celebrare questa mattina la Messa insieme con Lei presieduta da Lei. E vorrei anche dirLe che chiediamo al Signore di essrLe di luce, di sostegno e di conforto nel Suo compito di confermare i fratelli nella fede, di essere il fondamento dell’unità e di indicare a tutti la via che porta al cielo. Ci benedica Padre Santo – ha concluso il porporato - e sappia che Le siamo vicini davvero con grande affetto, con sincera devozione”.
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2019-03/auguri-card-re-papa-anniversario-pontificato.html
Immagine da internet

venerdì 8 marzo 2019

8 marzo

Oggi, 8 marzo, vorrei anche dire qualcosa sul contributo insostituibile della donna nel costruire un mondo che sia casa per tutti. La donna è colei che fa bello il mondo, che lo custodisce e mantiene in vita. Vi porta la grazia che fa nuove le cose, l’abbraccio che include, il coraggio di donarsi. La pace è donna. Nasce e rinasce dalla tenerezza delle madri. Perciò il sogno della pace si realizza guardando alla donna. Non è un caso che nel racconto della Genesi la donna sia tratta dalla costola dell’uomo mentre questi dorme (cfr Gen 2,21). La donna, cioè, ha origine vicino al cuore e nel sonno, durante i sogni. Perciò porta nel mondo il sogno dell’amore. Se abbiamo a cuore l’avvenire, se sogniamo un futuro di pace, occorre dare spazio alla donna.
 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO 
A UNA DELEGAZIONE DELL'“AMERICAN JEWISH COMMITTEE”
Sala del Concistoro - Venerdì, 8 marzo 2019
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mercoledì 27 febbraio 2019

Sia santificato il tuo nome

Il male ha i giorni contati – il male non è eterno –, il male non può più nuocerci: è arrivato l’uomo forte che prende possesso della sua casa (cfr Mc 3,23-27). E questo uomo forte è Gesù, che dà anche a noi la forza per prendere possesso della nostra casa interiore.
 PAPA FRANCESCO - UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro - Mercoledì, 27 febbraio 2019
Immagine da internet


giovedì 21 febbraio 2019

Padre nostro che sei nei cieli

Ecco che cos’è spesso il nostro amore: una promessa che si fatica a mantenere, un tentativo che presto inaridisce e svapora, un po’ come quando al mattino esce il sole e si porta via la rugiada della notte.
Quante volte noi uomini abbiamo amato in questa maniera così debole e intermittente. Tutti ne abbiamo l’esperienza: abbiamo amato ma poi quell’amore è caduto o è diventato debole. Desiderosi di voler bene, ci siamo poi scontrati con i nostri limiti, con la povertà delle nostre forze: incapaci di mantenere una promessa che nei giorni di grazia ci sembrava facile da realizzare. In fondo anche l’apostolo Pietro ha avuto paura e ha dovuto fuggire. L’apostolo Pietro non è stato fedele all’amore di Gesù. Sempre c’è questa debolezza che ci fa cadere. Siamo mendicanti che nel cammino rischiano di non trovare mai completamente quel tesoro che cercano fin dal primo giorno della loro vita: l’amore.
Però, esiste un altro amore, quello del Padre “che è nei cieli”. Nessuno deve dubitare di essere destinatario di questo amore. Ci ama. “Mi ama”, possiamo dire. 

Nella fame d’amore che tutti sentiamo, non cerchiamo qualcosa che non esiste: essa è invece l’invito a conoscere Dio che è padre. 

L’espressione “nei cieli” non vuole esprimere una lontananza, ma una diversità radicale di amore, un’altra dimensione di amore, un amore instancabile, un amore che sempre rimarrà, anzi, che sempre è alla portata di mano. Basta dire “Padre nostro che sei nei Cieli”, e quell’amore viene.
  
Papa Francesco - L’Udienza Generale, 20.02.2019