giovedì 14 aprile 2016

Vanno contro il Dio creatore: è la grande apostasia

... E così «vediamo tutti i giorni che le potenze fanno leggi che obbligano ad andare su questa strada e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte, o almeno che non vuole averle nella sua legislazione, viene accusata, viene perseguitata educatamente». È «la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza! Dio ci ha fatti liberi, ma questa persecuzione ti toglie la libertà! E se tu non fai questo, tu sarai punito: perderai il lavoro e tante cose o sarai messo da parte».
«Questa è la persecuzione del mondo» ha insistito il Pontefice. E «questa persecuzione ha anche un capo». Nella persecuzione di Stefano «i capi erano i dottori delle lettere, i dottori della legge, i sommi sacerdoti». Invece «il capo della persecuzione educata, Gesù lo ha nominato: il principe di questo mondo». Lo si vede «quando le potenze vogliono imporre atteggiamenti, leggi contro la dignità del figlio di Dio, perseguitano questi e vanno contro il Dio creatore: è la grande apostasia». Così «la vita dei cristiani va avanti con queste due persecuzioni». Ma anche con la certezza che «il Signore ci ha promesso di non allontanarsi da noi: “State attenti, state attenti! Non cadere nello spirito del mondo. State attenti! Ma andate avanti, Io sarò con voi”».
 PAPA FRANCESCO - MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Due persecuzioni - Martedì, 12 aprile 2016
 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2016/documents/papa-francesco-cotidie_20160412_due-persecuzioni.html

domenica 10 aprile 2016

Siamo creature, non siamo onnipotenti.

n.56 ... Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso, siamo chiamati a custodire la nostra umanità, e ciò significa anzitutto accettarla e rispettarla come è stata creata.

n.92 ...  Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato.

da: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2016/4/8/amorislaetitia.html

  E' così.

sabato 20 febbraio 2016

IL grembo della terra

Il grembo della terra


Il grembo della terra
Tu sei polvere e polvere ritornerai. 
Risultati immagini per mercoledì delle ceneri 

La nostra cara terra, di questo mondo, è il grembo della nostra umanità. Tutti noi, da Adamo ed Eva all’ultimo uomo o donna, che sarà concepito o concepita, prendiamo il corpo dalla terra, per generazione. Anche se ciò possa avvenire in provetta, in un laboratorio conosciuto o sconosciuto. 

sabato 23 gennaio 2016

... La Chiesa, dunque, con rinnovato senso di responsabilità continua a proporre il matrimonio, nei suoi elementi essenziali – prole, bene dei coniugi, unità, indissolubilità, sacramentalità –, non come un ideale per pochi, nonostante i moderni modelli centrati sull’effimero e sul transitorio, ma come una realtà che, nella grazia di Cristo, può essere vissuta da tutti i fedeli battezzati.
E perciò, a maggior ragione, l’urgenza pastorale, che coinvolge tutte le strutture della Chiesa, spinge a convergere verso un comune intento ordinato alla preparazione adeguata al matrimonio, in una sorta di nuovo catecumenato - sottolineo questo: in una sorta di nuovo catecumenato - tanto auspicato da alcuni Padri Sinodali. ...
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DELL'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO
DEL TRIBUNALE DELLA ROTA ROMANA
Sala Clementina
Venerdì, 22 gennaio 2016

giovedì 21 gennaio 2016

Tale origine è il nostro comune Battesimo

... Al centro della cattedrale luterana di Riga vi è un fonte battesimale che risale al XII secolo, al tempo in cui la Lettonia fu evangelizzata da san Mainardo. Quel fonte è segno eloquente di una origine di fede riconosciuta da tutti i cristiani della Lettonia, cattolici, luterani e ortodossi. Tale origine è il nostro comune Battesimo. Il Concilio Vaticano II afferma che «il Battesimo costituisce il vincolo sacramentale dell’unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerati» (Unitatis redintegratio, 22). ...
    Quando noi cristiani diciamo di condividere un solo Battesimo, affermiamo che tutti noi – cattolici, protestanti e ortodossi – condividiamo l’esperienza di essere chiamati dalle tenebre impietose e alienanti all’incontro con il Dio vivente, pieno di misericordia. ...
    La condivisione di questa grazia crea un legame indissolubile tra noi cristiani, così che, in virtù del Battesimo, possiamo considerarci tutti realmente fratelli. ...
PAPA FRANCESCO - UDIENZA GENERALE
Aula Paolo VI - Mercoledì, 20 gennaio 2016  
Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 

giovedì 24 dicembre 2015

Madre natura

Madre natura è il più vasto libro che Dio mette nelle mani di ognuno di noi. ...
una nuvola, un insetto, un uccellino, un raggio di sole che filtrava attraverso le sbarre di ferro della finestra. ...
Da: Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania, Ioan Ploscaru, a cura di Marco Dalla Torre, EDB, Bologna, 2013, pp.222-223


domenica 13 dicembre 2015

Il Signore è vicino

... Oggi ci vuole coraggio a parlare di gioia, ci vuole soprattutto fede! Il mondo è assillato da tanti problemi, il futuro gravato da incognite e timori. Eppure il cristiano è una persona gioiosa, e la sua gioia non è qualcosa di superficiale ed effimero, ma di profondo e stabile, perché è un dono del Signore che riempie la vita. La nostra gioia deriva dalla certezza che «il Signore è vicino» (Fil 4,5): è vicino con la sua tenerezza, con la sua misericordia, col suo perdono e il suo amore. ...
PAPA FRANCESCO - ANGELUS - Piazza San Pietro
III Domenica di Avvento, 13 dicembre 2015

giovedì 29 ottobre 2015

...
Ecco allora perché Paolo, avendo capito questo, «può dire che è persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra cosa potrà mai separarci da questo amore». Dio, infatti, ha ribadito, il Papa, «non può non amare. E questa è la nostra sicurezza».
Una sicurezza che coinvolge tutti, senza esclusioni di sorta. «Io — ha aggiunto Francesco — posso rifiutare quell’amore», ma farò la stessa esperienza del buon ladrone che lo ha rifiutato «fino alla fine della sua vita» e proprio «lì lo aspettava quell’amore». Anche l’uomo «più cattivo, il più bestemmiatore è amato da Dio con una tenerezza di padre, di papà» o, per usare le parole di Gesù, «come una chioccia con i pulcini». ...
Papa Francesco
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2015/documents/papa-francesco-cotidie_20151029_come-una-chioccia.html
  Risultati immagini per chioccia e pulcini

domenica 25 ottobre 2015

Il fuoco

Adamo ed Eva escono dal paradiso terrestre e non vi faranno più ritorno.
Da allora fino alla fine dei tempi, ogni figlio d’uomo nasce e muore su questo giardino del Getzemani, che è il nostro pianeta. Polvere siamo e polvere ritorniamo. I nostri corpi sembrano passare la materia ai corpi dei futuri, dopo avere assunto quella dei passati.
    Ma alla fine dei tempi, che succederà?
Cf.http://bussaetisaraperto.blogspot.it/p/blog-page_49.html

lunedì 19 ottobre 2015

... Parlo di altre promesse, delle promesse più importanti, decisive per le loro attese nei confronti della vita, per la loro fiducia nei confronti degli esseri umani, per la loro capacità di concepire il nome di Dio come una benedizione. Sono promesse che noi facciamo loro. ...
Una domanda che dovremmo farci più spesso è questa: quanto siamo leali con le promesse che facciamo ai bambini, facendoli venire nel nostro mondo? Noi li facciamo venire al mondo e questa è una promessa, cosa promettiamo loro? ...
I bambini vengono al mondo e si aspettano di avere conferma di questa promessa: lo aspettano in modo totale, fiducioso, indifeso. Basta guardarli: in tutte le etnie, in tutte le culture, in tutte le condizioni di vita! Quando accade il contrario, i bambini vengono feriti da uno “scandalo”, da uno scandalo insopportabile, tanto più grave, in quanto non hanno i mezzi per decifrarlo. Non possono capire cosa succede. Dio veglia su questa promessa, fin dal primo istante. Ricordate cosa dice Gesù? Gli Angeli dei bambini rispecchiano lo sguardo di Dio, e Dio non perde mai di vista i bambini (cfr Mt 18,10). Guai a coloro che tradiscono la loro fiducia, guai! Il loro fiducioso abbandono alla nostra promessa, che ci impegna fin dal primo istante, ci giudica. ...
Il tenero e misterioso rapporto di Dio con l’anima dei bambini non dovrebbe essere mai violato. E’ un rapporto reale, che Dio lo vuole e Dio lo custodisce. Il bambino è pronto fin dalla nascita per sentirsi amato da Dio, è pronto a questo. Non appena è in grado di sentire che viene amato per sé stesso, un figlio sente anche che c’è un Dio che ama i bambini. ...
Un secondo miracolo, una seconda promessa: noi – papà e mamma – ci doniamo a te, per donare te a te stesso! E questo è amore, che porta una scintilla di quello di Dio! Ma voi, papà e mamme, avete questa scintilla di Dio che date ai bambini, voi siete strumento dell’amore di Dio e questo è bello, bello, bello! ...
Solo se guardiamo i bambini con gli occhi di Gesù, possiamo veramente capire in che senso, difendendo la famiglia, proteggiamo l’umanità! Il punto di vista dei bambini è il punto di vista del Figlio di Dio. ...

PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro - Mercoledì, 14 ottobre 2015
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20151014_udienza-generale.html