sabato 13 giugno 2020

Esercizi Spirituali


Esercizi Spirituali
Anno 2020
Trombelli
Predicatore Padre Giovanni Cavalcoli, OP

Le virtù teologali
1.Virtù umane e virtù cristiane o teologali: i due livelli di azione del cristiano come uomo e come figlio di Dio.
2. Fede, speranza e carità: la sintesi delle virtù cristiane.
3. (1 – 2 video) La virtù della fede. È una virtù soprannaturale, infusa da Dio, mediante la quale prendiamo per vero, sull’autorità di Cristo Figlio di Dio, ciò che Egli ci rivela per salvarci e renderci figli di Dio e la Chiesa ci propone a credere.

4. (3 video) La virtù teologale della speranza è quel moto dell’animo, motivato dalla fede, col quale operando il bene ogni giorno, ci aspettiamo ed attendiamo, nel timor di Dio, il compimento della amabilissima promessa del Signore di portarci un giorno in paradiso.

https://www.youtube.com/watch?v=nm7-doUPLXE
 5. (4 video) La virtù teologale della carità è quell’amore di Dio e del prossimo, insegnatoci dalla fede, per il quale tendiamo come a nostro fine ultimo soprannaturale alla visione in cielo del Dio Trinitario e come comunità dei figli di Dio nella Chiesa, amiamo qui in terra il prossimo col cuore di Cristo nello Spirito Santo al fine di renderlo partecipe della nostra stessa comunione con Dio nella Chiesa.

https://www.youtube.com/watch?v=JVDeZqXd4SI
6. (5 video) La carità è l’ispiratrice e la ragione del culto divino redentore, riparatore e glorificatore, che è il culto celeste, che Cristo sommo Sacerdote della Nuova Alleanza rende del Padre nello Spirito Santo, culto del quale la Chiesa sulla terra, in unione a Cristo Crocifisso e Risorto, partecipa, mediante l’esercizio del sacerdozio, innanzitutto nella S.Messa e nel culto eucaristico.
7. (6 video) La carità è l’anima e la molla fondamentale della santità cristiana, che consiste nella perfetta osservanza dei divini comandamenti, nella continua purificazione dai peccati, nella mortificazione dell’«uomo vecchio» (Rm 6,6) e nella crescita e nel progresso dell’«uomo nuovo» (Ef 4,24), che gusta le «primizie dello Spirito Santo» (Rm 8,23).
8. (7 video) La carità è l’anima della Chiesa, come comunità di Gesù Cristo, voluta dal Padre delle misericordie, comunità fraterna dei figli di Dio, mossi dallo Spirito Santo (Rm 8,29), sotto la guida del Successore di Pietro, il Romano Pontefice, e dei Vescovi a lui uniti sparsi nel mondo, inizio quaggiù della futura umanità della Resurrezione, già vivente nella Chiesa celeste, dove Cristo siede alla destra del Padre, attorniato dalla Beata Vergine Maria, Sua Santissima Madre e dai cori degli angeli e dei santi.
9. (8 video) La carità è la forza divina inesauribile, che suscita, nel corso della storia, tutte le opere della Chiesa, la sua iniziativa evangelizzatrice, i frutti delle missioni, la sua espansione geografica, la santità dei suoi membri, tutte le opere della misericordia e della giustizia, la fondazione di tutti gli istituti religiosi. la promozione di tutti valori umani, la forza combattiva contro Satana, il progresso umano fino «alla misura che conviene alla piena maturità di Cristo» (Ef 4,13), nell’attesa del Ritorno del Signore.
10. (9 video) La carità perfeziona se stessa mediante i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, scienza, consiglio, fortezza, pietà e timor di Dio. Questi doni, conferiti da Dio nel Battesimo, sono disposizioni stabili soprannaturali infuse dallo Spirito Santo nell’anima in grazia inabitata dalla SS.Trinità, grazie alle quali disposizioni l’anima si muove verso Dio non in modo umano, ossia per deliberazione, ma in modo divino, benché libero e meritorio, ossia mossa direttamente dallo Spirito Santo.
11. (10 video) La carità domenicana è la carità della verità. «La misericordia domenicana sta nel condurre il fratello dalle tenebre dell’errore alla luce della verità» (S.Tommaso d’Aquino).

P.Giovanni Cavalcoli, OP
Fontanellato, 20 maggio 2020


sabato 28 marzo 2020

Insieme a Pietro

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

 IN TEMPO DI EPIDEMIA

PRESIEDUTO DAL SANTO PADRE

FRANCESCO

Sagrato della Basilica di San Pietro
Venerdì, 27 marzo 2020


giovedì 27 febbraio 2020

mercoledì 29 gennaio 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e...

Padre Giovanni Cavalcoli: Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e...: «Come si fa ad accogliere il Cristo, se non c’è nell’anima l’amore della sapienza, dato che Cristo è la Sapienza Eterna del Padre?». È un ...


Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e fine ultimo del nostro umanesimo integrale

«Come si fa ad accogliere il Cristo, se non c’è nell’anima l’amore della sapienza, dato che Cristo è la Sapienza Eterna del Padre?». È un interrogativo posto in una sua omelia inedita del 5 gennaio 1986 dal Servo di Dio Padre Tomas Tyn [1950-1990]. 
Questo libro intende essere una guida agevole e chiara per quanti si interrogano sul significato del Vangelo di Gesù Cristo per l’uomo, per la fede che non può sussistere senza la ragione e per la ragione che necessita della fede, per la natura, per il mondo e per il cosmo. È stato scritto per coloro che già credono nel Verbo di Dio fatto Uomo e che cercano la via migliore e più elevata per incontrarlo, per coloro che sono colpiti dalla sapienza umana del Cristo e desiderano approfondirla, per gli amanti della contemplazione ai quali «solo Dio basta», come diceva Santa Teresa d’Avila. È stato scritto per coloro che credono che Cristo è l’inizio, il centro e il fine ultimo del nostro intero umanesimo.

mercoledì 1 gennaio 2020

venerdì 15 novembre 2019

E di cosa ha invidia il diavolo?


«E di cosa ha invidia il diavolo? Della nostra natura umana». «E voi sapete perché? Perché il Figlio di Dio si è fatto uno di noi. Questo non può tollerarlo, non riesce a tollerarlo». 

 «Questa — ha detto il Pontefice — è la radice dell’invidia del diavolo, è la radice dei nostri mali, delle nostre tentazioni, è la radice delle guerre, della fame, di tutte le calamità nel mondo».

« ... Il seminatore dell’odio è questo». 

«Alcuni dicono: ma padre il diavolo non esiste, è il male, un male così etereo... Ma la Parola di Dio è chiara. E il diavolo se l’è presa con Gesù, leggete il Vangelo: che abbiamo fede o che non ne abbiamo, è chiara».


Preghiamo il Signore, è stata l’invocazione finale del Papa, «che faccia crescere nel nostro cuore la fede in Gesù Cristo, suo Figlio», che ha preso la nostra natura umana, «per lottare con la nostra carne e vincere nella nostra carne» il diavolo e il male. E che questa fede «ci dia la forza per non entrare nel gioco di questo grande invidioso, il grande bugiardo, il seminatore di odio».

PAPA FRANCESCO
MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
DOMUS SANCTAE MARTHAE
Il diavolo distrugge l’uomo perché Dio si è fatto come noi
Martedì, 12 novembre 2019
 Da: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2019/documents/papa-francesco-cotidie_20191112_ildiavolo-distrugge-luomo.html





Ci verrebbe voglia di fare come gli Apostoli: «Maestro, non t’importa che moriamo?” (Mc 4,38). Tuttavia, una domanda del genere è indiscreta. Si potrebbe mai temere che Cristo cessi dal compiere la sua opera salvifica mediante la Chiesa e nella Chiesa? E se un Papa non obbedisse a Cristo? 
Questa è l’angosciosa domanda che i migliori fra noi oggi si pongono. Ma purtroppo non sempre c’è chiarezza nel distinguere dove il Papa può sbagliare e quindi può essere criticabile e dove non può sbagliare, per cui contestarlo o contraddirlo in questo campo sarebbe disobbedienza, scisma o eresia. Ad alcuni infatti il Papa va bene così com’è non perché credano nell’infallibilità pontificia, ma perchè a loro pare che il Papa li accontenti nelle loro voglie mondane. Alcuni invece trovano da ridire su tutto quello che fa perché sono dei piantagrane. Ma coloro che vedono oggettivamente la situazione, sono i veri cattolici, e sanno quali sono i limiti dell’autorità del Papa, non possono non soffrire proprio perché vogliono bene al Papa e alla Chiesa.
È vero che Cristo scandalizza, ma chi scandalizza? I farisei, gli ipocriti, il mondo. Ma il suo messaggio è in realtà divina saggezza. Invece il guaio è che Francesco scandalizza i buoni fedeli.  E ciò non è effettivamente educativo. Resta tuttavia che quando effettivamente ci rappresenta Cristo, egli diventa, per così dire, «scandaloso» come Cristo e allora ci siamo. 
Lo stesso dobbiamo dire in riferimento a Gesù che dorme. Se è Gesù che dorme in Francesco, ben venga il sonno di Francesco! Invochiamolo pure Francesco che si svegli. Ma se abbiamo fede e Gesù in Francesco dorme, dobbiamo  lasciarLo dormire. Non sta a noi svegliarlo. Francesco è come Gesù nella barca. Si sveglierà da solo al momento giusto. Anzi, Egli è già sveglio. Siamo noi che abbiamo bisogno di essere svegliati. 
P.Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 8 novembre 2019
Da: 
 

martedì 8 ottobre 2019

Popetto



Si sale un po’ con la corriera: è un dolce dispiegarsi di curve in mezzo a boschi di castagni.

Una fermata: Popetto. Un paese? Sì, scendiamo!

Si vede solo una chiesetta bianca su uno sfondo di collina tutta verde, una macchia bianca in mezzo alla tavolozza di un pittore.

Da una campanella, lungo il muro della chiesa, scende una cor­da: chiunque può suonare ...

Poi si vede un cimitero, piccolo, quasi un giardino. Qualcuno, che torna dai campi, passa di lì ed invita ad entrare in paese, perché ... il paese c'è davvero!

Sembra strappato alla roccia. Le case sono in pietra viva e le strade, se si possono chiamare strade, sono così strette che nessun sorpasso è permesso!

Il tempo sembra non esistere!

Non occorrono vie larghe perché non ci sono auto, moto. Non ci sono uffici: gli «affari» sono pochi.

Non servono bar, discoteche, ritrovi: una panchina sotto un porticato e tutta la comunità del paese è lì. Una cassetta da lettere rossa e una corriera azzurra che arriva e riparte una volta al giorno fanno da ponte con il grande mondo.

Una grande pace, un gran senso del «vero» ti prendono dentro; senti la vita riempirti e scoppiare tutt'attorno a te.

Lì tutti conoscono i Lorgna. Qualcuno della famiglia vi abita an­cora, altri si sono trasferiti giù, in città.

(Da: Pianterò una tenda, ESD 1991, p.7)






 

Popetto

(immagini da internet)