venerdì 24 gennaio 2014

Papa Francesco: con gli altri costruire sempre ponti di dialogo non muri di risentimento 6

... il tempo fa crescere il muro, come fa crescere l’erba cattiva che impedisce la crescita del grano. E quando i muri crescono è tanto difficile la riconciliazione: è tanto difficile!”.
Non è un problema se “alcune volte volano i piatti” – “in famiglia, nelle comunità, nei quartieri” – ripete Papa Francesco. L’importante è “cercare la pace il più presto possibile”, con una parola, un gesto. Un ponte piuttosto che un muro, come quello che per tanti anni ha diviso Berlino. Perché “anche, nel nostro cuore – dice Papa Francesco – c’è la possibilità di diventare Berlino con il Muro con altri”:
“Io ho paura di questi muri, di questi muri che crescono ogni giorno e favoriscono i risentimenti. Anche l’odio. Pensiamo a questo giovane Davide: avrebbe potuto vendicarsi perfettamente, avrebbe potuto mandare via il re e lui ha scelto la strada del dialogo, con l’umiltà, la mitezza, la dolcezza. Oggi, possiamo chiedere a San Francesco di Sales, Dottore della dolcezza, che dia a tutti noi la grazia di fare ponti con gli altri, mai muri”.
P.Francesco, Roma, 24.01.14
 

giovedì 23 gennaio 2014

Papa Francesco: gelosie, invidie e chiacchiere dividono e distruggono le comunità cristiane

... “La persona invidiosa, la persona gelosa è una persona amara: non sa cantare, non sa lodare, non sa cosa sia la gioia, sempre guarda ‘che cosa ha quello ed io non ne ho’. E questo lo porta all’amarezza, un’amarezza che si diffonde su tutta la comunità. Sono, questi, seminatori di amarezza. E il secondo atteggiamento, che porta la gelosia e l’invidia, sono le chiacchiere. Perché questo non tollera che quello abbia qualcosa, la soluzione è abbassare l’altro, perché io sia un po’ alto. E lo strumento sono le chiacchiere. Cerca sempre e vedrai che dietro una chiacchiera c’è la gelosia e c’è l’invidia. E le chiacchiere dividono la comunità, distruggono la comunità. Sono le armi del diavolo”. ....
Papa Francesco, Roma, 23.1.14
Da: http://www.news.va/it/news/papa-francesco-gelosie-invidie-e-chiacchiere-divid

lunedì 20 gennaio 2014

Usa, nove giorni per la vita

Per il secondo anno consecutivo, i vescovi cattolici degli Stati Uniti sponsorizzano la «Nove Giorni per la Vita: preghiera, penitenza e pellegrinaggio». L’iniziativa è cominciata sabato 18, termina il 26 gennaio e soprattutto culmina giovedì nella manifestazione che si muove a Washington dal Centro commerciale di Constitution Avenue dalle 11,30 locali per arrivare davanti alla sede della Corte suprema. Nonostante il freddo pungente sono previsti migliaia di manifestanti da tutto il paese, nel 41esimo anniversario della legalizzazione dell’aborto negli Usa. ...
http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/usa-marcia-31402/
Iniziative Usa contro l'aborto

domenica 19 gennaio 2014

A Parigi oltre 40 mila persone alla marcia per la vita


Sono stati diverse migliaia, quasi 40 mila secondo gli organizzatori, a sfilare questo pomeriggio a Parigi per la tradizionale marcia per la vita. Invitato d’onore quest’anno la Spagna, dove il governo ha presentato una proposta di legge che rende molto più difficile l’interruzione volontaria di gravidanza. In testa al corteo parigino che sfilato alla piazza Denfert Rocherau fino agli Invalides, accanto ad alcuni deputati della destra spagnola, l’arcivescovo di Lione monsignor Philippe Barbarin; la manifestazione ha ricevuto il sostegno di Papa Francesco che, attraverso il nunzio apostolico in Francia monsignore Luigi Ventura ha invitato tutti a mantenere vila l'attenzione su un argomento tanto importante. Molti slogan hanno denunciato una banalizzazione dell’aborto, proprio mentre in Francia il governo si appresta a presentare una proposta di legge per rendere meno difficile abortire, all’interno di una serie di disposizioni sulla parità uomo-donna. Nel corteo, molte famiglie venute con i bambini, molti dei quali trisomici, che hanno denunciato la negazione del diritto alla vita iscritto nel codice civile.
Da:  http://www.news.va/it/news/a-parigi-oltre-40-mila-persone-alla-marcia-per-la
... Che cosa significa per la Chiesa, per noi, oggi, essere discepoli di Gesù Agnello di Dio? Significa mettere al posto della malizia l’innocenza, al posto della forza l’amore, al posto della superbia l’umiltà, al posto del prestigio il servizio. È un buon lavoro! Noi cristiani dobbiamo fare questo: mettere al posto della malizia l’innocenza, al posto della forza l’amore, al posto della superbia l’umiltà, al posto del prestigio il servizio. Essere discepoli dell’Agnello significa non vivere come una “cittadella assediata”, ma come una città posta sul monte, aperta, accogliente, solidale. Vuol dire non assumere atteggiamenti di chiusura, ma proporre il Vangelo a tutti, testimoniando con la nostra vita che seguire Gesù ci rende più liberi e più gioiosi.
 PAPA FRANCESCO - ANGELUS
Piazza San Pietro - Domenica, 19 gennaio 2014

sabato 18 gennaio 2014

Intervista - A colloquio col segretario della Congregazione per i religiosi

... Come rispondete alle situazioni di difficoltà che si trovano a vivere alcune comunità religiose?
Ombre e difficoltà non mancano, come in ogni realtà della Chiesa. Mi riferisco agli abbandoni, a certe situazione di mediocrità e di conflitto, così come alla gestione dei beni. Queste difficoltà sono per il dicastero delle vere sfide. Tentiamo di rispondere a esse con la consulenza giuridica, accompagnando alcuni istituti in difficoltà attraverso le figure dell’assistente, del visitatore o del commissario pontificio. Inoltre stiamo portando avanti alcune iniziative per prevenire situazioni non facili da gestite: per esempio, a marzo il dicastero organizzerà un seminario di studio sulla gestione dei beni da parte dei religiosi. D’altra parte, come ho già detto, c’è una stretta relazione con il Santo Padre, ....
 

Il Papa sostiene la Marcia per la vita in Francia: tenete viva l'attenzione

Papa Francesco appoggia la Marcia per la vita in programma questa domenica a Parigi.
Da: http://www.news.va/it/news/il-papa-sostiene-la-marcia-per-la-vita-in-francia

venerdì 17 gennaio 2014

Commissione teologica internazionale: violenza in nome di Dio corrompe la religione

“Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza”: è il titolo del documento pubblicato dalla Commissione teologica internazionale, presieduta dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Gerhard L. Müller. Lo studio, elaborato in cinque anni di lavoro, è dedicato a confutare “la teoria diversamente argomentata di “un rapporto necessario fra il monoteismo e le guerre di religione”. ...
Da: http://www.news.va/it/news/commissione-teologica-internazionale-violenza-in-n

giovedì 16 gennaio 2014

Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza.


 COMUNICATO: PUBBLICAZIONE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE " DIO TRINITÀ, UNITÀ DEGLI UOMINI. IL MONOTEISMO CRISTIANO CONTRO LA VIOLENZA"
...
76. L’ordine che si fa trovare dalla ragione, precede sempre quello che la ragione cerca di portare. E anzi, lo rende possibile. Non c’è nulla di più emozionante di questo riconoscimento, nell’avventura della conoscenza. Dopo tutto, a fronte dell’odierna «crisi ecologica», possiamo ancora riconoscerci nell’acuta osservazione di san Tommaso d’Aquino, che aveva già considerato degno del massimo stupore il misterioso ordine delle corrispondenze che stabilisce affinità riconoscibili negli elementi del creato. Le singole realtà del mondo creato non sono in grado di fissare, unicamente in base alla loro costituzione interna, le compatibilità e le coerenze dell’insieme. Lo scarto fra la limitazione intrinseca alla loro auto-organizzazione, e la logica unitaria dell’insieme in cui si iscrivono, eccede la nostra capacità di decifrarne la chiave ultima. Questo scarto, e rispettivamente questa eccedenza, possono essere interpretate come un indizio del mistero della creazione di Dio: che non si lascia totalmente oscurare o annientare dall’esperienza del disordine e del male. Il male ci fa prendere coscienza precisamente della nostra incapacità di dominare e di ricomporre perfettamente il rapporto dell’universo con i suoi stessi elementi e con la nostra esistenza. ...

 82. Dio, creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, intelligente e libero, l’ha costituito come interlocutore e alleato nel compimento della creazione. Dio instaura una relazione nella quale l’uomo è convocato nella dignità del suo essere singolare e libero. A questo Dio personale l’uomo può rivolgersi personalmente. La creatura umana, perciò, viene costituita nella facoltà di riconoscere e di amare Dio in virtù della sua personale capacità di amare e di essere amato, e non semplicemente perché costretto a subire la legge dispotica dell’essere più forte, o la pulsione di assoggettamento dell’essere inferiore. Nulla a che fare con la schiavitù del sacro primordiale (le forze ingovernabili della natura) e l’assoggettamento alle divinità mitiche (le potenze dispotiche della politica). I credenti devono essere capaci di tenere ben ferma e di illustrare adeguatamente questa radicale differenza, che gli accusatori post-moderni dell’unità e unicità del divino troppo facilmente ignorano. ...

84. La fecondità di questo modello integrato – filosofico e teologico – di chiarificazione della fede nel Dio rivelato appare particolarmente efficace anche nell’ambito di temi che toccano direttamente aspetti fondamentali dell’esperienza religiosa, come ad esempio quello della preghiera che “chiede a Dio”. La preghiera, sotto quest’aspetto, appare una realizzazione alta e suggestiva di questa struttura fondamentale del rapporto fra Dio e l’uomo, nell’ambito di una disposizione affettiva particolarmente intensa del legame. La preghiera appare, infatti, come una realizzazione eminente della “dignità dell’essere-causa” che ci è stata donata da Dio. La preghiera che noi rivolgiamo a Dio non ha evidentemente lo scopo di “informarlo” su una nostra necessità o desiderio di bene che Egli “ignora”; né, d’altra parte, può immaginarsi di “forzare” la Sua volontà di bene, con il proposito di farla cambiare. La verità è che la nostra preghiera, proprio in quanto affonda le sue radici nella nostra fede nell’amore di Dio, può ben essere compresa come una collaborazione reale all’azione dell’amore di Dio che realizza il bene: in noi, per noi, e con noi. In altri termini “Noi preghiamo per impetrare quanto Dio ha disposto che venga compiuto per le preghiere". ....

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE
 Dio Trinità, unità degli uomini
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Il monoteismo cristiano contro la violenza
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20140117_monoteismo-cristiano_it.html#4._L%E2%80%99impegno_della_ragione:_il_mondo_creato,_il_Logos_di_Dio

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_index-doc-pubbl_it.html#Documenti



I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

... Martiri, Confessori, Venerabili, Beati, Santi, Dottori della Chiesa non sono quadri di musei o di antiche dimore abbandonate, ma sono esistenze vive, che ispirano ancora oggi la Chiesa a evitare la paralisi del bene e a mantenere l’ottimismo della fede, dell’amore alla vita e della speranza. La nave della Chiesa trova nei Santi le guide sicure, che, ancorate in cielo, l’aiutano a non naufragare nel mare della storia, ma a raggiungere il porto sicuro della Gerusalemme celeste. Per questo la Chiesa ha bisogno dei Santi. La Chiesa fa i Santi perché i Santi cambiano il mondo e la glorificano davanti a Dio e all’umanità. ...

I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

Prolusione allo Studium, 13 gennaio 2013- Angelo Card. Amato, SDB