venerdì 11 dicembre 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4)

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4):   Il dogma del paradiso terrestre Seconda Parte (2/4)  Che cosa è stato il paradiso terrestre La parola paradiso viene dall’iranico pai...

Il dogma del paradiso terrestre

Seconda Parte (2/4) 

Che cosa è stato il paradiso terrestre

La parola paradiso viene dall’iranico pairi-deiza, «luogo recintato», quindi giardino. «La parola ebraica eden evoca l’idea dell’abbondanza, del godimento, del piacere»[1]. Gesù nel Vangelo usa una sola volta il termine «paradiso» (gr. paràdeisos, Lc  23,42). Si tratta in Gesù del premio celeste dei giusti, dopo la morte, che contemplano in eterno faccia a faccia il volto del Padre. Ma Gesù chiama questo premio eterno soprattutto con altri nomi: «vita eterna», «regno dei cieli o regno di Dio», «visione del Padre», «casa del Padre», «beatitudine», «cielo».

L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito. È chiaro che l’agiografo respinge nettamente quella che sarà l’idea di un Giordano Bruno di un mondo infinito o di infiniti mondi. E respinge quindi anche quella che sarà l’idea di Newton di uno spazio infinito, che non coincide affatto con lo spazio reale, ma che è pura immaginazione. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dogma-del-paradiso-terrestre-seconda.html

 

 

L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito.

E quindi anche la terra e il cielo, al di fuori del paradiso terrestre, sono spazialmente e quantitativamente finiti.



L’uomo, quindi, se non avesse peccato, avrebbe potuto allargare i confini del giardino fino a farli coincidere con i confini stessi dell’universo. 

Il paradiso terrestre fu un ambiente di questa terra, ma libero dalle condizioni per le quali essa contrasta con la vita umana. Esso fu creato da Dio per ospitare l’uomo. 

L’autore sacro, dunque a differenza dei pagani, ha capito che il mondo non esiste da sempre, ma andando indietro nel tempo si giunge ad un inizio assoluto temporale indicato dall’espressione «in principio» (berescìt), dato riconosciuto dal Concilio Lateranense IV del 1215: «ab initio temporis», dato, questo, confermato altresì dalla fisica moderna, che considera l’universo come esistente da 14 miliardi di anni.

Nel che è implicito quel concetto di Dio che sarà esplicitato in Es 3,14 e cioè che Dio, per poter spiegare l’esistenza del mondo, deve poter esistere per conto proprio da solo, prima ed indipendentemente dal mondo, a meno che non si tratti di qualcosa che esiste in Dio stesso, come chiarirà Gesù Cristo (Gv 17), cioè il Logos, esistente in Dio identico a Dio «prima che il mondo fosse».

Immagini da internet

mercoledì 2 dicembre 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre (Prima Parte - 1/4)

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre (Prima Parte - 1/4):   Il dogma del paradiso terrestre Prima Parte (1/4)  Un tema poco trattato Il racconto genesiaco della creazione del mondo e dell’uomo c...

 

Un tema poco trattato

Il racconto genesiaco della creazione del mondo e dell’uomo ci istruisce su quello che Dio ha fatto dall’inizio della sua opera creatrice e sul comportamento originario dell’uomo nei confronti di Dio. Ci informa altresì circa una ribellione primordiale dell’uomo – il peccato originale -, alla quale Dio ha risposto col preavvisato castigo, ma nel contempo, impietositosi della miseria nella quale l’uomo era precipitato, promettendo la sua misericordia perdonante e salvifica, che si sarebbe rivelata al momento giusto con l’invio del Figlio a dare la sua vita per la remissione dei peccati e l’acquisto della vita eterna.

Occorre tener presente che l’ambiente fisico dei nostri progenitori, che l’agiografo chiama «giardino di Eden» appartiene ad un livello fisico trascendente, che sfugge alla nostra scienza fallibile perché, corrotta dal peccato e quindi sproporzionata a comprendere la natura del suddetto ambiente incontaminato dal peccato. Similmente l’occhio umano mortale non era proporzionato a riconoscere il Signore risorto. Fu necessaria una speciale condiscendenza del Signore perchè ciò potesse avvenire.

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Ci chiediamo inoltre che senso possa avere un universo così sterminato con corpi celesti distanziati in modo incalcolabile, irraggiungibili, oltre che distruttivi dell’uomo, carichi di energie di inimmaginabile potenza, ma che noi non possiamo assolutamente sfruttare. Nel contempo però vengono scoperti certi pianeti che almeno in linea di principio offrono possibilità di essere abitati. 

 

Immagini da internet

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4)

Padre Giovanni Cavalcoli: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4):   Il dogma del paradiso terrestre Seconda Parte (2/4)  Che cosa è stato il paradiso terrestre La parola paradiso viene dall’iranico pai...

 Il dogma del paradiso terrestre

Seconda Parte (2/4) 

Che cosa è stato il paradiso terrestre

La parola paradiso viene dall’iranico pairi-deiza, «luogo recintato», quindi giardino. «La parola ebraica eden evoca l’idea dell’abbondanza, del godimento, del piacere»[1]. Gesù nel Vangelo usa una sola volta il termine «paradiso» (gr. paràdeisos, Lc  23,42). Si tratta in Gesù del premio celeste dei giusti, dopo la morte, che contemplano in eterno faccia a faccia il volto del Padre. Ma Gesù chiama questo premio eterno soprattutto con altri nomi: «vita eterna», «regno dei cieli o regno di Dio», «visione del Padre», «casa del Padre», «beatitudine», «cielo».

L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito. È chiaro che l’agiografo respinge nettamente quella che sarà l’idea di un Giordano Bruno di un mondo infinito o di infiniti mondi. E respinge quindi anche quella che sarà l’idea di Newton di uno spazio infinito, che non coincide affatto con lo spazio reale, ma che è pura immaginazione. 

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L’autore sacro inserisce il paradiso terreste all’interno dell’universo creato da Dio. Esso quindi occupa uno spazio geografico finito.

E quindi anche la terra e il cielo, al di fuori del paradiso terrestre, sono spazialmente e quantitativamente finiti.



L’uomo, quindi, se non avesse peccato, avrebbe potuto allargare i confini del giardino fino a farli coincidere con i confini stessi dell’universo. 

Il paradiso terrestre fu un ambiente di questa terra, ma libero dalle condizioni per le quali essa contrasta con la vita umana. Esso fu creato da Dio per ospitare l’uomo. 

L’autore sacro, dunque a differenza dei pagani, ha capito che il mondo non esiste da sempre, ma andando indietro nel tempo si giunge ad un inizio assoluto temporale indicato dall’espressione «in principio» (berescìt), dato riconosciuto dal Concilio Lateranense IV del 1215: «ab initio temporis», dato, questo, confermato altresì dalla fisica moderna, che considera l’universo come esistente da 14 miliardi di anni.

Nel che è implicito quel concetto di Dio che sarà esplicitato in Es 3,14 e cioè che Dio, per poter spiegare l’esistenza del mondo, deve poter esistere per conto proprio da solo, prima ed indipendentemente dal mondo, a meno che non si tratti di qualcosa che esiste in Dio stesso, come chiarirà Gesù Cristo (Gv 17), cioè il Logos, esistente in Dio identico a Dio «prima che il mondo fosse».

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lunedì 9 novembre 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Le radici panteistiche del buonismo

Padre Giovanni Cavalcoli: Le radici panteistiche del buonismo:   Le radici panteistiche del buonismo I presupposti del buonismo È molto diffusa oggi una certa concezione e pratica della misericordia ...

venerdì 4 settembre 2020

sabato 13 giugno 2020

Esercizi Spirituali


Esercizi Spirituali
Anno 2020
Trombelli
Predicatore Padre Giovanni Cavalcoli, OP

Le virtù teologali
1.Virtù umane e virtù cristiane o teologali: i due livelli di azione del cristiano come uomo e come figlio di Dio.
2. Fede, speranza e carità: la sintesi delle virtù cristiane.
3. (1 – 2 video) La virtù della fede. È una virtù soprannaturale, infusa da Dio, mediante la quale prendiamo per vero, sull’autorità di Cristo Figlio di Dio, ciò che Egli ci rivela per salvarci e renderci figli di Dio e la Chiesa ci propone a credere.

4. (3 video) La virtù teologale della speranza è quel moto dell’animo, motivato dalla fede, col quale operando il bene ogni giorno, ci aspettiamo ed attendiamo, nel timor di Dio, il compimento della amabilissima promessa del Signore di portarci un giorno in paradiso.

https://www.youtube.com/watch?v=nm7-doUPLXE
 5. (4 video) La virtù teologale della carità è quell’amore di Dio e del prossimo, insegnatoci dalla fede, per il quale tendiamo come a nostro fine ultimo soprannaturale alla visione in cielo del Dio Trinitario e come comunità dei figli di Dio nella Chiesa, amiamo qui in terra il prossimo col cuore di Cristo nello Spirito Santo al fine di renderlo partecipe della nostra stessa comunione con Dio nella Chiesa.

https://www.youtube.com/watch?v=JVDeZqXd4SI
6. (5 video) La carità è l’ispiratrice e la ragione del culto divino redentore, riparatore e glorificatore, che è il culto celeste, che Cristo sommo Sacerdote della Nuova Alleanza rende del Padre nello Spirito Santo, culto del quale la Chiesa sulla terra, in unione a Cristo Crocifisso e Risorto, partecipa, mediante l’esercizio del sacerdozio, innanzitutto nella S.Messa e nel culto eucaristico.
7. (6 video) La carità è l’anima e la molla fondamentale della santità cristiana, che consiste nella perfetta osservanza dei divini comandamenti, nella continua purificazione dai peccati, nella mortificazione dell’«uomo vecchio» (Rm 6,6) e nella crescita e nel progresso dell’«uomo nuovo» (Ef 4,24), che gusta le «primizie dello Spirito Santo» (Rm 8,23).
8. (7 video) La carità è l’anima della Chiesa, come comunità di Gesù Cristo, voluta dal Padre delle misericordie, comunità fraterna dei figli di Dio, mossi dallo Spirito Santo (Rm 8,29), sotto la guida del Successore di Pietro, il Romano Pontefice, e dei Vescovi a lui uniti sparsi nel mondo, inizio quaggiù della futura umanità della Resurrezione, già vivente nella Chiesa celeste, dove Cristo siede alla destra del Padre, attorniato dalla Beata Vergine Maria, Sua Santissima Madre e dai cori degli angeli e dei santi.
9. (8 video) La carità è la forza divina inesauribile, che suscita, nel corso della storia, tutte le opere della Chiesa, la sua iniziativa evangelizzatrice, i frutti delle missioni, la sua espansione geografica, la santità dei suoi membri, tutte le opere della misericordia e della giustizia, la fondazione di tutti gli istituti religiosi. la promozione di tutti valori umani, la forza combattiva contro Satana, il progresso umano fino «alla misura che conviene alla piena maturità di Cristo» (Ef 4,13), nell’attesa del Ritorno del Signore.
10. (9 video) La carità perfeziona se stessa mediante i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, scienza, consiglio, fortezza, pietà e timor di Dio. Questi doni, conferiti da Dio nel Battesimo, sono disposizioni stabili soprannaturali infuse dallo Spirito Santo nell’anima in grazia inabitata dalla SS.Trinità, grazie alle quali disposizioni l’anima si muove verso Dio non in modo umano, ossia per deliberazione, ma in modo divino, benché libero e meritorio, ossia mossa direttamente dallo Spirito Santo.
11. (10 video) La carità domenicana è la carità della verità. «La misericordia domenicana sta nel condurre il fratello dalle tenebre dell’errore alla luce della verità» (S.Tommaso d’Aquino).

P.Giovanni Cavalcoli, OP
Fontanellato, 20 maggio 2020


sabato 28 marzo 2020

Insieme a Pietro

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

 IN TEMPO DI EPIDEMIA

PRESIEDUTO DAL SANTO PADRE

FRANCESCO

Sagrato della Basilica di San Pietro
Venerdì, 27 marzo 2020


giovedì 27 febbraio 2020

mercoledì 29 gennaio 2020

Padre Giovanni Cavalcoli: Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e...

Padre Giovanni Cavalcoli: Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e...: «Come si fa ad accogliere il Cristo, se non c’è nell’anima l’amore della sapienza, dato che Cristo è la Sapienza Eterna del Padre?». È un ...


Gesù Cristo fondamento del mondo: Inizio, centro e fine ultimo del nostro umanesimo integrale

«Come si fa ad accogliere il Cristo, se non c’è nell’anima l’amore della sapienza, dato che Cristo è la Sapienza Eterna del Padre?». È un interrogativo posto in una sua omelia inedita del 5 gennaio 1986 dal Servo di Dio Padre Tomas Tyn [1950-1990]. 
Questo libro intende essere una guida agevole e chiara per quanti si interrogano sul significato del Vangelo di Gesù Cristo per l’uomo, per la fede che non può sussistere senza la ragione e per la ragione che necessita della fede, per la natura, per il mondo e per il cosmo. È stato scritto per coloro che già credono nel Verbo di Dio fatto Uomo e che cercano la via migliore e più elevata per incontrarlo, per coloro che sono colpiti dalla sapienza umana del Cristo e desiderano approfondirla, per gli amanti della contemplazione ai quali «solo Dio basta», come diceva Santa Teresa d’Avila. È stato scritto per coloro che credono che Cristo è l’inizio, il centro e il fine ultimo del nostro intero umanesimo.

mercoledì 1 gennaio 2020