Cari studiosi, buongiorno. ...
I temi sui quali vi siete confrontati in questi giorni a Castel
Gandolfo sono di particolare interesse per la Chiesa, perché riguardano
questioni che interpellano in profondità la nostra coscienza: questioni
quali l’inizio dell’universo e la sua successiva evoluzione, la
struttura profonda dello spazio e del tempo, solo per citarne alcune. È
chiaro che questi temi hanno una particolare rilevanza per la scienza,
la filosofia, la teologia e anche per la vita spirituale. Essi
rappresentano una “arena” in cui queste diverse discipline si sono
incontrate e talvolta scontrate.
Mons. Georges Lemaître, nella sua duplice veste di sacerdote
cattolico e di cosmologo, in una incessante tensione creativa fra
scienza e fede, ha sempre lucidamente difeso la netta distinzione
metodologica tra i campi della scienza e della teologia, visti come
ambiti di competenze diverse, che tuttavia si unificarono armoniosamente
nella sua vita. Tale distinzione, già presente in San Tommaso d’Aquino,
preserva dal generare cortocircuiti che sono nocivi sia alla scienza
che alla fede.
Nell’immensità spazio-temporale dell’universo, noi esseri umani
possiamo provare un senso di stupore e sperimentare la nostra
piccolezza, mentre emerge nel nostro animo la domanda del salmista: «Che
cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché
te ne curi?» (Sal 8,5). Albert Einstein amava affermare: “Si
potrebbe ben dire che l’eterno mistero del mondo è la sua
comprensibilità”. L’esistenza e l’intelligibilità dell’universo non sono
frutto del caos o del caso, ma della Sapienza divina, presente «come
inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine» (Pr 8,22).
Mi rallegro, con vivo apprezzamento, del vostro lavoro e vi
incoraggio a perseverare nella ricerca della verità. Non bisogna mai
aver paura della verità, né arroccarsi in posizioni di chiusura, ma
accettare le novità delle scoperte scientifiche in atteggiamento di
totale umiltà. Camminando verso le periferie della conoscenza umana, si
può veramente fare una esperienza autentica del Signore, che è in grado
di colmare il nostro cuore. Grazie.
SALUTO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DALLA SPECOLA VATICANA
Auletta dell'Aula Paolo VI - Venerdì, 12 maggio 2017
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