giovedì 16 gennaio 2014

Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza.


 COMUNICATO: PUBBLICAZIONE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE " DIO TRINITÀ, UNITÀ DEGLI UOMINI. IL MONOTEISMO CRISTIANO CONTRO LA VIOLENZA"
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76. L’ordine che si fa trovare dalla ragione, precede sempre quello che la ragione cerca di portare. E anzi, lo rende possibile. Non c’è nulla di più emozionante di questo riconoscimento, nell’avventura della conoscenza. Dopo tutto, a fronte dell’odierna «crisi ecologica», possiamo ancora riconoscerci nell’acuta osservazione di san Tommaso d’Aquino, che aveva già considerato degno del massimo stupore il misterioso ordine delle corrispondenze che stabilisce affinità riconoscibili negli elementi del creato. Le singole realtà del mondo creato non sono in grado di fissare, unicamente in base alla loro costituzione interna, le compatibilità e le coerenze dell’insieme. Lo scarto fra la limitazione intrinseca alla loro auto-organizzazione, e la logica unitaria dell’insieme in cui si iscrivono, eccede la nostra capacità di decifrarne la chiave ultima. Questo scarto, e rispettivamente questa eccedenza, possono essere interpretate come un indizio del mistero della creazione di Dio: che non si lascia totalmente oscurare o annientare dall’esperienza del disordine e del male. Il male ci fa prendere coscienza precisamente della nostra incapacità di dominare e di ricomporre perfettamente il rapporto dell’universo con i suoi stessi elementi e con la nostra esistenza. ...

 82. Dio, creando l’uomo a sua immagine e somiglianza, intelligente e libero, l’ha costituito come interlocutore e alleato nel compimento della creazione. Dio instaura una relazione nella quale l’uomo è convocato nella dignità del suo essere singolare e libero. A questo Dio personale l’uomo può rivolgersi personalmente. La creatura umana, perciò, viene costituita nella facoltà di riconoscere e di amare Dio in virtù della sua personale capacità di amare e di essere amato, e non semplicemente perché costretto a subire la legge dispotica dell’essere più forte, o la pulsione di assoggettamento dell’essere inferiore. Nulla a che fare con la schiavitù del sacro primordiale (le forze ingovernabili della natura) e l’assoggettamento alle divinità mitiche (le potenze dispotiche della politica). I credenti devono essere capaci di tenere ben ferma e di illustrare adeguatamente questa radicale differenza, che gli accusatori post-moderni dell’unità e unicità del divino troppo facilmente ignorano. ...

84. La fecondità di questo modello integrato – filosofico e teologico – di chiarificazione della fede nel Dio rivelato appare particolarmente efficace anche nell’ambito di temi che toccano direttamente aspetti fondamentali dell’esperienza religiosa, come ad esempio quello della preghiera che “chiede a Dio”. La preghiera, sotto quest’aspetto, appare una realizzazione alta e suggestiva di questa struttura fondamentale del rapporto fra Dio e l’uomo, nell’ambito di una disposizione affettiva particolarmente intensa del legame. La preghiera appare, infatti, come una realizzazione eminente della “dignità dell’essere-causa” che ci è stata donata da Dio. La preghiera che noi rivolgiamo a Dio non ha evidentemente lo scopo di “informarlo” su una nostra necessità o desiderio di bene che Egli “ignora”; né, d’altra parte, può immaginarsi di “forzare” la Sua volontà di bene, con il proposito di farla cambiare. La verità è che la nostra preghiera, proprio in quanto affonda le sue radici nella nostra fede nell’amore di Dio, può ben essere compresa come una collaborazione reale all’azione dell’amore di Dio che realizza il bene: in noi, per noi, e con noi. In altri termini “Noi preghiamo per impetrare quanto Dio ha disposto che venga compiuto per le preghiere". ....

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE
 Dio Trinità, unità degli uomini
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Il monoteismo cristiano contro la violenza
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20140117_monoteismo-cristiano_it.html#4._L%E2%80%99impegno_della_ragione:_il_mondo_creato,_il_Logos_di_Dio

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_index-doc-pubbl_it.html#Documenti



I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

... Martiri, Confessori, Venerabili, Beati, Santi, Dottori della Chiesa non sono quadri di musei o di antiche dimore abbandonate, ma sono esistenze vive, che ispirano ancora oggi la Chiesa a evitare la paralisi del bene e a mantenere l’ottimismo della fede, dell’amore alla vita e della speranza. La nave della Chiesa trova nei Santi le guide sicure, che, ancorate in cielo, l’aiutano a non naufragare nel mare della storia, ma a raggiungere il porto sicuro della Gerusalemme celeste. Per questo la Chiesa ha bisogno dei Santi. La Chiesa fa i Santi perché i Santi cambiano il mondo e la glorificano davanti a Dio e all’umanità. ...

I Santi cambiano il mondo e glorificano la Chiesa

Prolusione allo Studium, 13 gennaio 2013- Angelo Card. Amato, SDB

lunedì 13 gennaio 2014

... La pace è inoltre ferita da qualunque negazione della dignità umana, prima fra tutte dalla impossibilità di nutrirsi in modo sufficiente. Non possono lasciarci indifferenti i volti di quanti soffrono la fame, soprattutto dei bambini, se pensiamo a quanto cibo viene sprecato ogni giorno in molte parti del mondo, immerse in quella che ho più volte definito la “cultura dello scarto”. Purtroppo, oggetto di scarto non sono solo il cibo o i beni superflui, ma spesso gli stessi esseri umani, che vengono “scartati” come fossero “cose non necessarie”. Ad esempio, desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell’aborto, o quelli che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitù moderna che è la tratta degli esseri umani, la quale è un delitto contro l’umanità. ...
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI MEMBRI DELL'ECCELLENTISSIMO CORPO DIPLOMATICO
ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE
Sala Regia - Lunedì, 13 gennaio 2014

martedì 7 gennaio 2014

... Un aspetto della luce che ci guida nel cammino della fede è anche la santa “furbizia”. E’ una anche virtù questa, la santa “furbizia”. Si tratta di quella scaltrezza spirituale che ci consente di riconoscere i pericoli ed evitarli. I Magi seppero usare questa luce di “furbizia” quando, sulla via del ritorno, decisero di non passare dal palazzo tenebroso di Erode, ma di percorrere un’altra strada. Questi saggi venuti da Oriente ci insegnano come non cadere nelle insidie delle tenebre e come difenderci dall’oscurità che cerca di avvolgere la nostra vita. Loro, con questa santa “furbizia” hanno custodito la fede. E anche noi dobbiamo custodire la fede. Custodirla da quel buio. Ma, anche, tante volte, un buio travestito di luce! Perché il demonio, dice san Paolo, si veste da angelo di luce, alcune volte. E qui è necessaria la santa “furbizia”, per custodire la fede, custodirla dai canti delle Sirene, che ti dicono: “Guarda, oggi dobbiamo fare questo, quello...” Ma la fede è una grazia, è un dono. A noi tocca custodirla con questa santa “furbizia”, con la preghiera, con l’amore, con la carità. Occorre accogliere nel nostro cuore la luce di Dio e, nello stesso tempo, coltivare quella furbizia spirituale che sa coniugare semplicità ed astuzia, come chiede Gesù ai discepoli: «Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10,16). ...
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Basilica Vaticana - Lunedì, 6 gennaio 2014
Da: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2014/documents/papa-francesco_20140106_omelia-epifania_it.html 
Da: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2014/index_it.htm

domenica 5 gennaio 2014

... Nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio c’è anche un aspetto legato alla libertà umana, alla libertà di ciascuno di noi. Infatti, il Verbo di Dio pianta la sua tenda tra noi, peccatori e bisognosi di misericordia. E tutti noi dovremmo affrettarci a ricevere la grazia che Egli ci offre....
PAPA FRANCESCO - ANGELUS
Piazza San Pietro - Domenica, 5 gennaio 2014
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/angelus/2014/documents/papa-francesco_angelus_20140105_it.html 
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/angelus/2014/index_it.htm 

mercoledì 1 gennaio 2014

2013 - 2014



Mie buone figlie, qui dinanzi a Gesù nell'ultimo giorno del­l'anno quanti sentimenti si ridestano nel nostro cuore! Anzitutto di riconoscenza. Tutto quello che siamo è dono di Dio: la mente, il cuore, l'anima, il corpo e tutto quello che appunto ci serve per mantenere questa vita. Il Signore ci poteva togliere tutti questi doni e invece? Quanto è stato buono Gesù con noi. Ma dove lascio io i doni ancora più belli di quelli materiali?...
Ognuna di voi si esamini accuratamente e vedrà come insie­me al bellissimo cantico del ringraziamento al Signore: "Te Deum laudamus", quanto si addice anche quello del Miserere pronunziato col cuore contrito ed umiliato! Mio Dio, che sperpero di doni di Dio  ....
Pensate, o mie figlie, che questa casa è piccola ... umilissima e povera la vostra Cappellina; ebbene siate sante e allora questa vostra prima casa del Corpus Domini sarà un punto luminosissi­mo ... più bella di tutte le meraviglie della terra e del cielo; anche il sole sarà una nuvola di fronte alla vostra bellezza. ...
 Da: Discorsi di formazione religiosa, N.3, di Padre Giocondo Lorgna, OP, pp.50-51

lunedì 30 dicembre 2013

Editoriale Scalfari. P. Lombardi: il Papa non ha abolito il peccato

Nel suo editoriale di ieri sulla Repubblica, Eugenio Scalfari è tornato a dedicare attenzione al magistero di Papa Francesco. In particolare, l’ex direttore del quotidiano sostiene che, nella recente esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il Papa abbia inteso abolire il peccato. Il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, si sofferma con un commento sulle affermazioni di Scalfari ... Alessandro De Carolis:
R. – Anzitutto, vorrei dire che il fatto che Scalfari abbia dedicato di nuovo un lungo editoriale a Papa Francesco e al suo insegnamento è un segno della grande attenzione che lui, ma oltre a lui, l’intero mondo laico, sta dedicando al Papa. E questo è certamente un segno positivo anche di un dialogo con il mondo laico, che il Papa ha saputo avviare. Per quanto riguarda, però, alcuni contenuti di questo articolo, è giusto fare qualche considerazione, anzitutto su questa affermazione che il Papa abbia abolito il peccato. Certamente, non è pertinente, anzi chi segue veramente il Papa giorno per giorno sa quante volte egli parli del peccato, parli della nostra condizione di peccatori ...  Quindi, la dinamica spirituale fondamentale, in cui anche il Papa si pone, è la consapevolezza dei peccati e il domandarne perdono; vedere la grandezza infinita della misericordia di Dio e così lanciarci nella vita cristiana, rinnovata dalla misericordia e dall’esperienza dell’amore di Dio. Se uno elimina il peccato, il messaggio della misericordia non si comprende più.
D. – In un altro passaggio del suo articolo Scalfari fa riferimento alla conversazione avuta con Papa Francesco e, in particolare, ad una risposta da lui ricevuta circa la capacità umana di pensare Dio una volta estinta la vita sulla Terra. Risposta che, a suo dire, sarebbe stata “la divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”...
R. – Ecco, anche qui si vede come la cultura umanistica, la riflessione di Scalfari non si trovi sempre a suo agio in campo biblico-teologico, perché qui evidentemente si tratta del fraintendimento di una risposta che il Papa gli aveva dato nel colloquio, in cui proprio alla domanda sulla fine della realtà di questo mondo, il Papa faceva riferimento al capitolo 15 della prima Lettera ai Corinzi, versetto 28, che è un luogo molto famoso della Scrittura, in cui si parla delle ultime realtà e in cui si dice che “Dio sarà tutto in tutti”. Quando tutto sarà stato sottomesso a Dio Padre dal Figlio, allora Dio sarà tutto in tutti. E questo diventa invece, nella lettura di Scalfari, una realtà invece di tipo panteistico. Egli scrive: “La divinità sarà in tutte le anime e tutto sarà in tutti”. Questo certamente non è quanto la Scrittura ha in mente, né il Papa aveva in mente.
Un’altra inesattezza evidente in questo articolo è che Scalfari dice che il Papa ha canonizzato Sant’Ignazio di Loyola e, invece, come tutti sappiamo, nei giorni scorsi ha canonizzato Pietro Favre, che era il primo compagno di Sant’Ignazio di Loyola e Ignazio di Loyola era già Santo della Chiesa da diversi secoli. Quindi, credo che bisogna stare attenti a continuare un dialogo, ma ad approfondirlo in modo tale che non ci siano degli equivoci e ci si capisca veramente.
http://www.news.va/it/news/editoriale-scalfari-p-lombardi-il-papa-non-ha-abol